Sul versante riforma Pensioni c'è da registrare l'intervento, durante la trasmissione su La7 dal titolo Dimartedì, del professore Mario Monti, ex presidente del consiglio, sulla legge Fornero. La sua è stata una vera difesa d'ufficio della legge sulle pensioni targata proprio Monti-Fornero, del dicembre 2011.

Monti in contrasto con la sua ex ministra Fornero sulla legge pensionistica

Secondo l'ex premier la legge sulle pensioni, meglio conosciuta semplicemente come "la Fornero", dal cognome della sua ministra che l'ha ideata, ha migliorato il sistema previdenziale nazionale ed i conti pubblici.

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Le parole del professor Monti, però, stridono con le affermazioni proprio della ex sua ministra Elsa Fornero, la quale, infatti, qualche giorno fa si è espressa a favore della revisione della sua legge, ammettendo la necessità e l'urgenza della flessibilità, essendo nel frattempo mutate sia le condizioni economiche sia quelle sociali dei lavoratori interessati. Su tale controversa questione durante la trasmissione Tagadà si è espresso anche un altro illustre economista, il professor Nino Galloni.

Galloni ha  parlato dei lavoratori precoci, schierandosi dalla loro parte affermando che l'accesso alla pensione con 41 anni di contributi deve essere reso possibile indipendentemente dall’età anagrafica.

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L'economista ha anche dato i numeri circa la platea dei precoci interessati alla quota 41: si valutano in oltre 800 mila, sottolineando la necessità di arrivare ad un sistema pensionistico nonpiù vincolato all'anagrafica, bensì agli anni di contribuzione.

Poletti e Boeri litigano sulla flessibilità in uscita

 Il ministro del lavoro Giuliano Poletti è tornato a parlare di uscita anticipata, rintuzzando puntigliosamente le affermazioni del presidente dell’Inps: “Boeri fa il suo mestiere.

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Pensioni

Ma un conto è fare il presidente dell’Inps, un conto governare. Lui può formulare proposte ma a noi spetta decidere”. E' troppo semplice, sostiene Poletti parlare dal di fuori, prima di proporre modifiche, occorre tener presente la situazione finanziaria dello Stato e quindi le necessarie coperture. C'è poi l'altro aspetto non meno importante che sono i vincoli che ci impone l'Europa, senza "il via libera dell’Europa" non si va da nessuna parte, afferma il ministro.

La replica di Boeri  non si èfatta attendere. A margine di un incontro con l’Agid, il presidente dell'Inps ha infatti affermato "chi ha responsabilità di governo decide. Noi abbiamo un ruolo diverso che punta a fare delle proposte". E le proposte ci sono, ma non vengono ancora prese in considerazione dal governo. Forse se ne riparlerà in autunno, con la legge di stabilità 2017. I lavoratori se lo augurano.

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