"La politica e le opposizioni si stanno muovendo per tutti. Unioni civili, banche, mutui, ipoteche e immigrazione. Per i precoci, esodati, disoccupati e per l'occupazione giovanile, nulla: sempre abbandonati a noi stessi e ci dobbiamo organizzare da soli, fare comitati da soli, gruppi regionali da soli, manifestare da soli".

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Ad affermarlo P.C., uno degli esponenti del gruppo "Pensioni lavoratori precoci ed esodati", ribadendo la necessità di un intervento in favore dei pensionandi che hanno già accumulato oltre quattro decenni di contribuzione alle proprie spalle e che nonostante ciò, non riescono ad accedere alle tutele Inps. Stante la situazione, i lavoratori precoci continuano a chiedere un intervento correttivo sulle regole previste dalla riforma Fornero, che permetta di uscire dal lavoro a partire dai 41 anni di versamenti, così come del resto già suggerito in numerose occasioni anche da diversi parlamentari.

Riforma pensioni 2016, ultime ad oggi 3 marzo
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Riforma pensioni e flessibilità: serve intervenire per agevolare le uscite

D'altra parte, nella categoria dei lavoratori precoci troviamo persone che hanno iniziato a lavorare prima dei diciotto anni di età e che si sono trovate improvvisamente tagliate fuori dalle tutele previdenziali, con l'introduzione della riforma previdenziale risalente al 2011. Tanto che ad oggi servono almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti (un anno in meno per le donne) al fine di poter ottenere la quiescenza.

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Ma sulla questione pesa la prospettiva di nuovi progressivi inasprimenti in virtù dell'applicazione degli adeguamenti alle aspettative di vita, requisito che potrebbe alzare ulteriormente l'asticella in futuro fino al raggiungimento dei 45 anni di versamenti. Una prospettiva che resta del tutto impraticabile secondo gli stessi lavoratori precoci, che già oggi vivono l'attuale stretta normativa come un'ingiustizia praticata non solo nei propri confronti, ma anche delle nuove generazioni rimaste impigliate all'interno del blocco al ricambio generazionale.

Con il recente aumento della disoccupazione giovanile che resta a confermare questo scenario e a rimarcare, sullo sfondo, la necessità e l'urgenza di un intervento nel comparto.

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