Niente assunzione per i docenti precari con più di 36 mesi di servizio. Così si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione il 15 marzo scorso a proposito delle speranze legate alla stabilizzazione per gli oltre cinquantamila insegnanti ultratriennalisti, che hanno prestato servizio nella scuola con contratti a termine.

Dunque, non è stata accolta la richiesta di conversione del contratto: secondo la giurisprudenza, l'unica via di accesso ad un posto nella pubblica amministrazione resta il concorso.

Ultime news scuola, martedì 22 marzo 2016: precari con più di 36 mesi, l'unica strada è il concorso

Il quotidiano 'Italia Oggi' ha pubblicato, a questo proposito, un articolo all'interno del quale si fa chiarezza sulla questione legata ai precari con più di 36 mesi di servizio, alla luce delle posizioni assunte a riguardo dalle magistrature superiori. Oltre al mancato riconoscimento del loro diritto alla stabilizzazione, si evince, infatti, che gli insegnanti non possono nemmeno esercitare il diritto ad un risarcimento in denaro: secondo la giurisprudenza, infatti, viene considerata legittima la reiterazione dei contratti a termine per ciò che concerne le supplenze brevi o fino al 30 giugno. Viceversa, se il superamento dei 36 mesi avviene attraverso incarichi di supplenza annuale (fino al 31 agosto) la reiterazione diventa illegittima ma, anche in questo caso, non dà origine nemmeno ad un risarcimento in denaro.

Scuola, precari con più di 36 mesi: il 17 maggio è atteso il giudizio della Consulta

Per quale motivo? Secondo la Suprema Corte, il cumulo degli incarichi di supplenza andrebbe già a beneficio del lavoratore, in quanto proprio grazie a questo servizio, il punteggio del docente aumenta consentendogli di scalare le graduatorie in vista dell'assunzione con contratto a tempo indeterminato. Per tale ragione, non si può parlare di risarcimento danno.

Fatto interessante è che la stessa situazione non viene riconosciuta ai precari delle altre amministrazioni, in quanto quei lavoratori, per effetto della reiterazione dei contratti a termine, subirebbero, invece, un danno in quanto verrebbe preclusa loro la possibilità di trovare un altro lavoro, anche più vantaggioso.

A questo punto, non resta che attendere il giudizio della Corte Costituzionale, atteso per il prossimo 17 maggio: lecito aspettarsi una sentenza che apra le porte alla stabilizzazione dei precari con oltre 36 mesi di servizio?