Sul fronte Pensioni scende in campo ancora una volta il Sottosegretario dell'Economia, Pier Paolo Baretta che con vigore prende le difese della legge attualmente vigente sulle pensioni Monti-Fornero del dicembre 2011. “La Legge Fornero nel suo impianto va difesa, occorre invece agire sulla flessibilità in uscita“, afferma in un'intervista rilasciata ad Adnkronos.

Baretta: 'la Fornero ci rende credibili ed affidabili in Europa'

Secondo il sottosegretario, parere del resto largamente condiviso dalle "alte sfere" del dicastero dell'Economia, la Legge Fornero ha assicurato la stabilità dei conti, rendendoci affidabili e credibili in Europa.

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Pertanto modifiche stravolgenti la Fornero sono improponibili, vanno riviste solo alcune criticità in particolare le rigidità per il passaggio al pensionamento, che prevedono un aumento anche di 6 anni per l’uscita dal lavoro. Sempre secondo Baretta, la medicina giusta sarebbe agire sulla flessibilità in uscita e il governo ci sta lavorando per essere pronto con la nuova Legge di Stabilità. Baretta boccia con fermezza il ricalcolo totale della pensione con il sistema contributivo.

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“È impraticabile, rischia di essere penalizzante”, meglio il prestito previdenziale con il coinvolgimento delle aziende. Le imprese avrebbero, in tal modo, la possibilità ed il vantaggio di favorire il ricambio generazionale.

Nannicini contrario al contributo di solidarietà 

Alle proposte di Baretta fanno eco le parole di Enrico Zanetti. Questi, attraverso le pagine de Il Messaggero, si è dichiarato contrario allo smantellamento della riforma delle pensioni Fornero, sostenendo che il ‘tesoretto’ accumulato dalla legge Fornero ammonta a circa 30 miliardi, difficile che altre manovre ci possano garantire un tale gettito, manna per le casse pubbliche.

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Pensioni

Altro parere autorevole a livello governativo sulle pensioni, è quello di Tommaso Nannicini. Il sottosegretario non si esprime in modo favorevole sulla proposta Boeri sul contributo di solidarietà. ‘Non c’è alcuna istruttoria né politica né tecnica sui contributi dalle pensioni’, chiosa Nannicini, gelando il presidente dell'Inps, il professor Tito Boeri. Nel contempo però il sottosegretario sottolinea la volontà dell'esecutivo di arrivare alla flessibilità in uscita.

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