"Un numero sempre più largo di esponenti del Governo dichiarano che adesso dobbiamo realizzare la flessibilità delle pensioni": lo afferma il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, sottolineando che qualcosa sembra muoversi all'interno del comparto previdenziale, seppure con fatica e "a piccoli passi". L'esempio dei pensionamenti tramite part time sarebbe quindi un segnale del fatto che la necessità di un intervento correttivo sulla legge Fornero sia ormai acclarata, sebbene vi sia ancora molto da fare; a partire dalla necessità di una correzione alla circolare Inps sulle Pensioni anticipate che interpreta in modo restrittivo le uscite per quei lavoratori del '52 che hanno maturato al 31/12/2012 i requisiti di quiescenza ante Fornero.

Si tratta di soggetti che hanno diritto al pensionamento anticipato raggiunti i 64 anni di età e che ora attendono una risposta dai legislatori.

Pensioni e lavoratrici precoci: c'è preoccupazione per l'allineamento dell'età pensionabile

Altro nodo al quale prestare attenzione è quello delle lavoratrici precoci che hanno maturato il diritto alla quiescenza avendo accumulato 41 anni e 10 mesi di contribuzione. Su queste pratiche vi è il timore di un intervento peggiorativo "a seguito di una procedura d'infrazione dell'Europa, che pretende di allineare l'età pensionabile di uomini e donne". Ne conseguirebbe un aumento dei requisiti di 12 mesi che di fatto farebbe slittare ulteriormente la data di accesso all'Inps.

Una prospettiva definita dall'On. Damiano come "inaccettabile e incomprensibile", anche perché l'Italia non riconosce al genere femminile il lavoro svolto in famiglia nel calcolo della maturazione dei requisiti di pensionamento. Se si vuole equiparare i criteri di uscita dal lavoro tra uomini e donne, l'esponente democratico suggerisce piuttosto di abbassare il requisito maschile a 41 anni di versamenti.

Previdenza e riforma 2016: si ragiona sull'emendamento in arrivo dal Governo

Per quanto concerne il tema del welfare e della lotta alla povertà, il Presidente della Commissione lavoro commenta in modo positivo l'annuncio fatto dal Ministro Poletti in merito alla prossima presentazione di un emendamento chiarificatore sulla reversibilità, che possa risultare definitivo.

Rimarcando che "se anche il Governo non lo facesse, lo faremmo noi, come abbiamo già detto dall'inizio di questa sfortunata vicenda". L'On. Damiano ritiene infatti che la trattazione della reversibilità nel Documento di programmazione economica e finanziaria all'interno della parte del testo riguardante la povertà sia "un errore tecnico del Governo che abbiamo voluto segnalare per fugare qualsiasi dubbio".

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