Il concorso scuola continua a tenere banco, nel bene ma soprattutto nel male, in merito ai giudizi espressi dai candidati che si sono sottoposti alle prime prove scritte. Orizzonte Scuola ha raccolto alcuni commenti da parte degli insegnanti che hanno già affrontato la prova: dalle loro dichiarazioni traspare tutta la loro perplessità verso la procedura adottata dal Miur per questo concorso.

Ultime news scuola, mercoledì 4 maggio 2016: concorso, valutazioni oggettive o soggettive?

Il coro sembra unanime: i quesiti che sono stati posti agli insegnanti sono estremamente vaghi e proprio perchè vaghi richiedono tempo per poter essere spiegati doverosamente.

Il professore di storia e filosofia, Patrizio Perazzelli, ha inviato, a questo proposito, una lettera ad Orizzonte Scuola dove si fa presente come sia totalmente illogico valutare quelle che sono le capacità di progettazione didattica di un docente abilitato.

Ogni insegnante ha il suo metodo, le sue prospettive culturali e i suoi tempi per elaborare una progettazione didattica, anche e soprattutto attraverso l'uso di materiali e strumenti. La commissione giudicatrice rischia, pertanto, di lasciarsi condizionare da valutazioni soggettive anzichè oggettive: per tale ragione il professor Perazzelli si chiede se il 'mistero' della mancata conoscenza, da parte dei candidati, delle griglie di valutazionedel concorso possa essere direttamente relazionata con la tipologia dei quesiti posti ai candidati.

Se mancano criteri oggettivi di valutazione, si rischia inevitabilmente di trovarsi di fronte ad un concorso dove le commissioni rischiano di mancare completamente di imparzialità di giudizio e di serietà procedurale.

Argomenti complessi e delicati: in base a quali criteri verrà giudicato il singolo candidato?

Il timore, ad esempio, è quello espresso dai docenti candidati per le prove di italiano per gli ambiti AD4 e AD8 , dove è stato chiesto di strutturare un'unità didattica volta a spiegare quelle che possono essere le motivazioni dell'insegnamento della letteratura al giorno d'oggi. Ci si chiede su quali basi i commissari a valutare ciascun candidato di fronte ad un argomento così complesso e vasto: si riuscirà a capire la reale capacità d'insegnamento, le sue motivazioni e la sua professionalità?

I timori, da parte dei docenti, restano eccome, soprattutto alla luce del fatto che il governo continua a ribadire come si tratti di un concorso 'frutto della Costituzione'.