Se per il cosiddetto APE, ovvero anticipo pensionistico con penalizzazioni è necessario dover attendere il 2017, al momento è prevista la possibilità per un’uscita anticipata, ma graduale, dal lavoro per coloro che accettano il part time agevolato oppure il part-time con prepensionamento. L’Ape invece permetterà una maggiore flessibilità in uscita a chi avrà almeno 63 anni. Tuttavia bisognerà attendere un intervento normative in tal senso con la legge di Stabilità 2017. Vediamo come è strutturato il part-time agevolato, I requisiti necessari per ottenerlo e le modalità per usufruirne.
Come funziona e chi può richiederlo?
Questo ‘strumento’, introdotto dalla legge di Stabilità 2016 e da poco tempo richiedibile, dà la possibilità ai dipendenti prossimi all’età pensionabile di accettare un lavoro a tempo parziale, con una riduzione delle ore (dal 60% al 40%) con la garanzia che non vi sarà alcuna riduzione dell’assegno pensionistico. Difatti, i contributi vengono accreditati integralmente come se si lavorasse a tempo pieno.
Può essere richiesto da quei lavoratori che entro il 31/12/2015 avranno i requisiti contributivi ed anagrafici per accedere alla pensione di vecchiaia, ovvero 66 anni e 7 mesi ed almeno 20 anni di contribuzione accreditata (oppure 15 anni di contributi per chi usufruisce dellalegge Amato).
Inoltre, l’importo della pensione non deve essere inferiore a 672 euro al mese. Possono richiedere il part-time agevolato I dipendenti del settore privato e, appena il decreto mille proroghe sarà attuato, anche dai lavoratori del pubblico impiego.
Come fare richiesta?
Per richiedere questo tipo di part time è necessario:
- richiedere all’Inps il cosiddetto EcoCert, ovvero l’estratto Conto Contributivo Certificato che attesta il possesso dei requisiti contributivi maturati;
- deve essere stipulato un accordo con il datore di lavoro che preveda la riduzione dell’orario di lavoro;
- fare richiesta di autorizzazione alla direzione territoriale del lavoro;
- ottenere l’autorizzazione dall’Inps.