Mancano poche ore all'inizio dell'esame di maturità 2016 e mentre le prove scritte sembrano essere più facili, il colloquio orale spesso può portare problemi ai ragazzi. Tra gli autori più gettonati per questo Esame di Stato troviamo Verga e Umberto Saba. Vediamo la poetica e qualche cenno sulla vita dei due autori.
Umberto Saba, vita e poetica
Saba nasce a Gorizia nel 1883 e muore a Trieste nel 1957. Rifiutò il cognome del padre che lo aveva abbandonato e fu soldato della prima guerra mondiale, ma non fu inviato al fronte. Amava molto D'Annunzio, ma una visita al poeta lo deluse fortemente.
Fu perseguitato dal fascismo viste le sue origini ebraiche ed ebbe anche numerose crisi nervose. A Parigi fu protetto da Montale e da altri autori antifascisti. Fu anche ricoverato in clinica per un certo periodo.
Saba ha dichiarato di aver cercato sempre la verità più profonda nelle sue opere. Il suo colloquio con la realtà è stato arricchito dai toni lirici dei suoi versi. Al motivo lirico si accompagna poi il senso moralistico della prosa. I primi versi di Saba erano prosastici e il motivo psicologico di fondo era la malinconia. I luoghi domestici accompagnano e consolano questa vita malinconica dell'autore. Nelle ultime poesie affronta anche la tematica del ricordo e della nostalgia del passato.
È ritenuto una delle voci migliori del Novecento per la sua fedeltà alle tematiche trattate e per la ricchezza dei sentimenti. La sua poesia è la storia della sua esistenza.
Giovanni Verga: vita e poetica
Nasce a Catania nel 1840 e fu il primo grande esponente del verismo. Abbandona gli studi giuridici per dedicarsi esclusivamente alla letteratura. Si avvicina agli scapigliati, ma detiene un atteggiamento molto critico verso il mondo aristocratico e borghese. Lo scrittore crede nel progresso, ma il suo interesse è soprattutto nei confronti dei vinti e dei deboli. Il suo linguaggio è molto innovatoree rappresenta un modello di lotta contro il destino avverso.
Verga non espose le sue idee in letteratura ma preferì immergersi nel suo lavoro di scrittore.
Egli si ispira fortemente all'impersonalità e vuole indagare sul misterioso processo dei sentimenti umani. Vuole rappresentare la lotta per la vita, ripercorrendo la scala sociale, dal livello più basso a quello più alto. Verga distingue l'autore dal narratore. L'autore deve essere impersonale e deve rinunciare ai suoi pensieri e ai suoi giudizi. Il narratore è il narrante che è perfettamente inserito nell'ambiente. Verga ebbe una concezione dolorosa e tragica della vita pensando che tutti gli uomini erano sottoposti ad un destino doloroso e crudele. Chi cerca di uscire dalla sua condizione non trova la felicità ma ancora altra sofferenza. Non rimane dunque che la rassegnazione eroica e dignitosa.