"L'importante è prendere atto che la flessibilità in uscita non può essere gratis: a parte alcune proposte cheavevano un rapporto disinvolto con il principio di realtà, le proposteavanzate finora avevano tutte un costo fisso per ogni anno di anticipo". Lo ha affermato il Sottosegretario Tommaso Nannicini durante un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale ha fatto il punto della situazione sulle discussioni in corso riguardanti l'anticipo pensionistico. Secondo l'esponente del Governo, la proposta in preparazione segue lo stesso principio di quelle precedenti, ma cerca di creare una modulazione per le penalità affinché queste risultino più leggere per chi vive situazioni di disagio, tramite il ricorso alle detrazioni fiscali.

In pratica, l'obiettivo è quello di "aiutare i soggetti meritevoli di tutela", mentre chi non vive situazioni di difficoltà dovrà sostenere il costo pieno per l'uscita anticipata dal lavoro.

Riforma pensioni e penalizzazioni: alcune precisazioni sul meccanismo dell'APE

Stante la situazione, non sono mancate alcune precisazioni in merito al meccanismo di funzionamento dell'anticipo pensionistico, a partire dalle penalizzazioni applicate ai lavoratori. Nannicini parla diun costo attorno all'1% annuo per coloro che necessitano di un sostegno al prepensionamento, come chi ha perso il lavoro e non ha i requisiti di quiescenza "ma non solo. Il costo sarà ridotto anche per chi è in condizioni di forte bisogno", ad esempio perché ha debolezze patrimoniali o reddituali, oppure "perché ha una patologia che non gli consente di andare avanti con il lavoro".

Entrando invece nel merito della penalizzazione massima per gli altri, il Sottosegretario non ha voluto esporsi, ma ha precisato che il prestito pensionistico non sarà paragonabile ad un mutuo perché il lavoratore o i suoi eredi non rischiano nulla e si trovano come interlocutore unico l'Inps, non un istituto bancario. Resta invece più difficile un intervento sul riscatto della laurea (che mira a calmierarne il costo rispetto agli attuali vincoli), perché tra i temi in discussione risulta più meritevole intervenire su altri nodi da sciogliere, come quello delle ricongiunzioni onerose.

Pensionati e bonus da 80 euro: le misure in discussione

Vi è poi il capitolo di coloro che sono già riusciti ad ottenere l'agognata pensione, ma che possiedono redditi per i quali il Governo sta pensando ad un intervento di sostegno. È il famoso bonus da 80 euro da offrire in favore di chi percepisce Pensioni minime, una misura che Nannicini definisce come "uno degli strumenti per garantire l'adeguatezza del reddito da pensione.

Ma ce ne sono anche altri, come la quattordicesima", percorrendouna strada già suggerita dal Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano. Anche per Nannicini "si potrebbe valutare di alzare la soglia di reddito massimo, oppure di rendere l'assegno più generoso". L'ultima parola spetterà comunque alla politica, seppurela scelta appaia complessaperché individuare lo strumento migliore potrebbe effettivamente garantire che le risorse arrivino a chi ne ha davvero bisogno.

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