I lavoratori esodati tornano a scrivere al Presidentedell'Inps Tito Boeri, al Direttore Generale Massimo Cioffi e al Direttore centrale Antonello Crudo per chiedere un intervento in favore dei pensionandi ancora in attesa di una risposta. La nuova comunicazione, inviata in copia conoscenzaanche all'attenzione del Ministro Giuliano Polettioltre che al Presidente della Commissione di Vigilanza sugli Enti previdenziali, mette in evidenza la mancanza dell'Inps "nell'attingere a dati che non può non avere in relazione alla definizione delle varie posizioni personali dei richiedenti salvaguardia".

Una situazione che mette in difficoltà le persone rimaste finora tagliate fuori dalle azioni parlamentari di tutela, senza permettergli di avere garanzie su quello che sarà il loro destino. Sarebbero in questa situazione oltre 5600 persone assoggettate alla lettera A comma 265 della legge numero 208/2015, che da quattro mesi non hanno avuto più aggiornamenti sull'iter in corso presso l'istituto di previdenzapubblica in merito alla propria domanda di salvaguardia.

Pensioni e salvaguardia esodati: serve chiudere la Conferenza dei Servizi

Sempre per lo stesso motivo i Comitati degli esodati rimarcano l'impossibilità di chiudere la Conferenza dei servizi apertasi lo scorso 23 giugno. Il passaggio è fondamentale per accertare gli avanzi delle precedenti azioni di salvaguardia e conseguentemente per dare seguito all'8vo e definitivo provvedimento parlamentare.

Proprio per questo motivo i legislatori sono impossibilità ad avviare il DDL A.C. 3893 depositato presso la Camera, con il quale si potrebbe effettivamente chiudere la vicenda e offrire sostegno ai lavoratori rimasti in questa situazione dall'ormai lontano 2011. I 13 Comitati territoriali facenti parte la Rete nazionale chiedono quindi all'Inps di fornire i dati completi sulla situazione attuale, al fine di sbloccare la situazione.

Tutele previdenziali: le richieste dei lavoratori

Per entrare nel merito effettivo delle richieste inoltrate dai lavoratori all'Inps, ricordiamo ai lettori che oltre alla chiusura nel più breve tempo possibile dell'istruttoria riguardante le domandedi quiescenza perla 7ma salvaguardia parlamentare i lavoratori chiedono anche di provvedere a chiudere la contabilità sututte le precedenti azioni di tutela.

Non manca infine la richiesta inviata al Ministero del lavoro e alla Commissione di vigilanza sugli Enti Previdenziali di "adempiere celermente ai propri compiti istituzionali provvedendo alle attente verifiche ed ai provvedimenti conseguenti alla grave situazionedenunciata". Resta infine chiaro per i Comitati riunitisi in rappresentanza dei lavoratori che il protrarsi dello stallo darà luogo ad azioni di tutela e a nuove iniziative di protesta, al fine di tutelare tutti gli oltre 34mila pensionandi rimasti ancora in attesa di un provvedimento risolutivo.

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