Tra i tanti temi che il governo Renzi dovrà vagliare a proposito di previdenza e pensioni ve né uno certamente più delicato di altri, ovvero quello legato alla risoluzione del caso dei lavoratori precoci. L’obiettivo da doversi raggiungere per questa categoria sarebbe la tanto famigerata Quota 41 che il governo sembrava non essere disposto a concedere almeno sino a qualche settimana fa, quando si è invece paventata l’ipotesi di un bonus contributivo.

Le ultime news sulle Pensioni per i precoci aggiornate ad oggi 27 agosto 2016 si concentrano dunque su questo aspetto, con Barbagallo della UIL ad aver nuovamente richiamato l’attenzione dell’Esecutivo. Il problema ad oggi sembra rappresentato, tanto per cambiare, dalle condizioni economiche: a fine luglio fu stimato un budget di 1,5 miliardi di euro, ma pare che le stime siano al ribasso a fronte delle richieste dei sindacati che vorrebbero invece un altro miliardo di euro contabilizzato a parte.

Il problema è che la riforma della PA potrebbe complicare ulteriormente i piani. In ottica prepensionamento invece le ultime news ci dicono che l’APE sia cosa praticamente fatta.

News precoci oggi 27 agosto 2016: Barbagallo preme, bonus contributivo per raggiungere Quota 41

‘Stiamo continuando a discutere ma il percorso non è finito: non c’è dissenso né intendiamo esprimere giudizi compiuti, perché stiamo ancora cercando di trovare soluzioni […] Non ci possiamo fermare solo sulla cosiddetta Ape proposta dal Governo: ci sono i lavori usuranti e c’è il problema dei precoci, per i quali 41 anni di contributi devono essere considerati più che sufficienti per accedere al pensionamento senza penalizzazioni’: ad esprimersi in questi termini è Barbagallo della UIL, che soprattutto nell’ultima porzione del proprio intervento ha centrato il bersaglio.

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Pensioni Matteo Renzi

Non solo ai precoci bisognerebbe concedere l’abbandono dall’impiego a Quota 41 contributivi ma la cosa dovrebbe essere consentita loro senza chiedergli ulteriori sforzi economici. E qui subentra l’idea del bonus contributivo che sarebbe messo a disposizione soltanto dei ‘veri’ precoci, coloro i quali cioè hanno versamenti contributivi già tra i 14 e i 18 anni di età: il bonus sarebbe di 4 o 6 mesi l’anno per i primi anni con l’obiettivo di consentire ai diretti interessati di abbandonare il lavoro a fronte di Quota 41 anni di contributi.

Le ultime news sulle pensioni per i precoci relative ad oggi 27 agosto 2016 ci dicono che l’idea rimane in piedi ma che si va ragionando su paletti sempre più stringenti: se la cosa si farà riguarderà solo lavoratori che hanno almeno 18-24 mesi di contributi negli anni della gioventù. Nell’ultima parte del proprio intervento Barbagallo ha parlato anche di soldi, e qui subentrano ulteriori dubbi.

Notizie pensioni precoci e prepensionamento 2016, c’è la APE ma la riforma della PA può mescolare le carte in tavola

Perché la vertenza pensioni precoci ed ogni altra legata al comparto previdenziale venga risolta appare assolutamente necessario lo stanziamento di fondi adeguati.

Se a fine luglio si parlava di un miliardo e mezzo le stime sembrano essere state riviste in giù per due motivi: le pressioni della Germania, che non vuole nazioni che abusino della flessibilità concessa e che soprattutto non desidera un innalzamento del monte spese pensionistico nei diversi paesi dell’Unione, e le tante riforme che richiederanno fondi a partire già dalla prossima Legge di Stabilità.

Il governo Renzi ha infatti in cantiere la riforma della PA per non parlare della partita sui rinnovi nella stessa PA, per chiudere la quale, evidenzia stamani l’ANSA, serviranno 7 miliardi di euro in 3 anni. Insomma l’unica certezza ad oggi sembra l’APE, che punta a far andare in pensione anticipata con la formula del prestito bancario almeno 450mila lavoratori nel primo triennio.

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