Una delle motivazioni principali è la sua stessa organizzazione. Non si può pensare di eliminare l'unico strumento - al momento - per conseguire abilitazione all'insegnamento ed entrare nel mondo della scuola con assunzione regolare. Primo passo naturalmente è il superamento del concorso pubblico, ma 'è un cane che si morde la coda': l'accesso al bando è possibile solo con titolo abilitante. È dunque possibile che il III ciclo del Tfa non sia pubblicato? A nostro parere no. Cadrebbe il sistema scolastico, non ci sarebbe più il ricambio del personale docente e non si potrebbe più diventare insegnanti.
Drastici? No. Ci sono dei motivi concreti per la necessità di pubblicazione del prossimo bando del Tirocinio Formativo Attivo anche se il Miur al momento non ha diffuso nessuna comunicazione, dopo aver fatto slittare il bando dal mese di luglio scorso.
III ciclo Tfa sarà pubblicato, i 3 motivi
Il primo motivo per la necessaria e 'quasi obbligatoria' pubblicazione del Tfa è - come abbiamo anticipato - il fatto che al momento non esiste nessun altro titolo per abilitarsi all'insegnamento per i docenti che già sono nel mondo della scuola, ma sopratutto per i neo laureati che, presumibilmente, con l'aggiornamento delle Graduatorie di Istituto del 2017 resteranno esclusi nel nuovo inserimento, almeno che non abbiano conseguito l'abilitazione.
L'accesso alle GI sarà permesso dunque solo a coloro che hanno conseguito una laurea abilitante. Per la secondaria di I e II grado non c'è nessuna speranza, in quanto l'Università non prevede nessun corso di accesso diretto per nessuna classe di concorso per questo ordine e grado.
Il secondo motivo è intrinseco al primo progetto Miur del Tirocinio Formativo Attivo: all'atto della sostituzione con la SSIS aveva previsto un sistema di tre cicli, tempo utile anche per l'avvio delle lauree abilitanti, le nuove, che avrebbero portato i neolalureati all'accesso diretto nella scuola. Il nuovo percorso di laurea avrebbe consentito infatti di frequentare un tirocinio nella scuola (infanzia, primaria o secondaria) e non solo più di sostenere degli esami; nessun corso successivo a pagamento, dunque, come SSIS o TFfa.
Stando ai calcoli, sei anni di tempo complessivi per rivoluzione il sistema di formazione dei docenti. Ultimo step per l'assunzione, il concorso a cattedra.
Il terzo motivo è il sunto dei primi due e li racchiude. Il Tfa ha subito solo uno slittamento nella pubblicazione del bando in quanto sono venuti meno i due fattori fondamentali: l'assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili tramite il concorso a cattedra (sopratutto sul sostegno) e nella chiamata per competenze. Inutile ricercare le colpe sul numero dei bocciati o 'sul potere dei dirigenti scolastici': si devono ricercare soluzioni, non colpevoli. In questa situazione in cui circa 24mila cattedre resteranno vuote a pochi giorni dell'inizio dell'anno scolastico, come avrebbe potuto il Miur avviare un ciclo di abilitazione senza conoscere nemmeno il numero dei posti disponibili.
A una settimana dall'inizio dell'a.s.2016/2017 l'organico non è ancora definito per la maggior parte delle istituzioni scolastiche.
Quando potrebbe essere pubblicato il III ciclo Tfa
Sempre stando ai nostri calcoli - ma questo lo ricordiamo è solo un nostro pensiero - se volessimo essere positivi, il III ciclo del Tfa potrebbe essere pubblicato con la risoluzione delle problematiche riportare sopra. Una volta che tutti i docenti saranno in cattedra. Resta comunque il 'drammatico problema della mobilità' sopratutto per i docenti delle Isole. Il bando ha una tempistica di 60 giorni di apertura, a seguito del quale potranno essere organizzate e sostenute le preselezioni; la seconda prova scritta e l'orale.
Siamo propensi a pensare che novembre potrebbe essere il mese delle prove concorsuali. Ma la nostra è solo un'ipotesi molto positiva.Se desiderate continuare a seguirci, cliccate su 'Segui' o fateci conoscere la vostra opinione sul III ciclo Tfa.