Un'opzione di prepensionamento per tutti coloro che maturano i 63 anni e 7 mesi di età, a patto di avere versatoalmeno 20 anni di contribuzione presso l'Inps. È questa la formula scelta dal Governo per dare vita all'APE, l'anticipo pensionistico che dovrebbe garantire di flessibilizzare i requisiti di quiescenza e smussare gli angoli dello scalone sorto con l'ultima riforma del settore, con la quale si è scelto di innalzare improvvisamente tanto i requisiti anagrafici quanto contributivi. L'accesso all'Inps potrebbe perfezionarsi per una platea di circa 150mila persone, ma se i contorni della misura appaiono ormai ben definiti, resta ancora da chiarire un aspetto cruciale per il buon esito dell'iniziativa.

Si tratta delle eventuali penalizzazioni che potrebbero essere applicate a coloro che sceglieranno la misura in via volontaria, mentre sarà lo Stato a farsi carico del prestito pensionistico per coloro che stanno vivendo situazioni di disagio o che avranno futuri assegni troppo bassi. Per tutti gli altri, si ipotizzano costi che possono arrivare fino al 15% del futuro importo: vediamo nello specifico quale sarà il nodo del contendere nell'ultimo incontro previsto con i sindacati durante laprima partedella prossima settimana.

Pensioni flessibilie APE: verso penalizzazione annua del 5%?

Stante la situazione, appare al momento assodato che disoccupati in età avanzata, addetti ai lavori usuranti e invalidi potranno beneficiare di una misura di tutela in grado di azzerare il costo della penalizzazione.

Per gli altri pensionandi il meccanismo allo studio prevede di applicare una trattenutadel 5% l'annoper 3 anni, che verrà applicata in via continuativa lungo una durata di 20 anni. Le ultime ipotesi rilanciate dal Governo prevedono la possibilità di ridimensionare la penalizzazione per i lavoratori che hanno a disposizione una rendita integrativa di secondo pilastro.

L'anticipata tramite fondi pensione si chiamerà RITA e permetterà di ottenere il prepensionamento seguendo gli stessi vincoli della quiescenza pubblica (63 anni e 20 anni di versamenti). Il meccanismo potrà però garantire un alleggerimento della penalizzazione, sempre su base volontaria: il lavoratore sceglierà quindiin quale percentuale accedere all'APE, modulando di conseguenza l'anticipo.

Riforma pensioni, resta nodo dei precoci e della gestione separata

Accanto alla discussione sull'applicazione delle penalizzazioni restano poi da sciogliere i nodi dei lavoratori precoci e delle ricongiunzioni onerose. In merito ai primi il Governo avrebbe allo studio un bonus per garantire dai 3 ai 6 mesi aggiuntivi per ogni anno lavorativo compiuto tra i 14 ed i 18 anni. La questione resta però controversa per via dei costi da sostenere in merito alla misura. Per le ricongiunzioni onerose si chiede invece di correggere un vincolo che è stato considerato dalla stessa politica come un errore, mentre il Comitato opzione donna preme per la fruizione dei contributi versati presso la gestione separata dell'Inps.

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