Dopo il rinvio dell'incontro tra Governo e sindacati al 27 settembre 2016 prosegue il dibattito sulla riforma della previdenza ed in particolare su alcuni dei casi che attendono una soluzione ormai da molto tempo. Tra i nodi che appaiono particolarmente urgenti vi sono le pratiche per l'8va e definitiva azione di salvaguardia dei lavoratori esodati, oltre all'intervento correttivo da destinare in favore dei cosiddetti lavoratori precoci. "Il Ministro Poletti ha dichiarato che occorrono alcuni approfondimenti sul tema delle Pensioni" ha ribadito il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, commentando la ricalendarizzazione del confronto con le parti sociali.

"Siamo convinti che questa scelta sia utile per definire nel miglior modo possibile i contenuti di un'eventuale intesa" ha quindi puntualizzato, ricordando che i temi in discussione restano di fondamentale importanza vista "l'alta sensibilità sociale" che li caratterizza.

Pensioni flessibili e lavoratori precoci: serve intervento sull'anzianità di contribuzione

In merito agli interventi più urgenti, l'esponente democratico sottolinea come la questione dei precoci sia fondamentale per la riuscita dell'azione di riforma.

Il riferimento va a tutte le persone che "hanno cominciato a lavorare in un'età compresa tra i 14 ed i 18 anni. "Per questi lavoratori non possiamo immaginare una misura di sconto simbolica" ricorda l'ex Ministro del lavoro, commentando le recenti ipotesi che prevedono di assegnare un bonus contributivo di pochi mesi per ogni annualità di contribuzione antecedente la maggiore età. Una soluzione che risulterebbe insufficiente soprattutto se si tiene in considerazione che attualmente l'anzianità neiversamentiprevede l'ingresso nella quiescenza pubblica solo al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi.

Iltraguardo appare troppo elevato se si considera che stiamo parlando di persone conoltre quattro decenni di versamenti accumulati alle proprie spalle, avendo iniziatoa lavorare in giovane o giovanissima età.

Riforma pensioni e caso esodati: serve avviare l'8va e definitiva azione di salvaguardia

In merito al caso dei lavoratori esodati il Presidente della Commissione lavoro ribadisce l'importanza di giungere ad una soluzione che possa comprendere tutte le persone rimaste finora escluse dalle precedenti azioni di tutela.

"Riteniamo indispensabile che l'8va salvaguardia sia quella definitiva" ha ribadito il Parlamentare democratico, indicando che a tal proposito esiste già un adeguato stanziamento di risorse, perciò serve semplicemente concretizzare il provvedimento a livello legislativo.

Anticipo pensionistico e APE: no a penalizzazioni eccessive

Non è mancato infine un pensiero destinato agli altri lavoratori in attesa di una soluzione, ed in particolare a coloro che non rientrano nelle tutele previste per l'anticipo pensionistico (APE).

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In tali casi, il sistema di penalizzazione da applicare alle future mensilità potrebbe essere molto pesante, con punte in grado di raggiungere il 7%. "Un sacrificio difficilmente sostenibile" evidenzia l'On. Damiano, ricordando che di fatto significherebbe scoraggiare la fruizione del prepensionamento.

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