Niente bonus da 80 euro mensili per i pensionati che prendono gli assegni minimi ma un aumento variabile fra trenta e cinquanta euro al mese: lo ha ribadito oggi (14 novembre) il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando della riforma Pensioni inserita nella legge di Bilancio 2017 ai microfoni di Radio MonteCarlo.

Pensioni, Renzi spiega l'aumento delle pensioni minime

"Tutti quelli che stanno sotto i mille euro - ha detto oggi il premier in diretta sulle frequenze dell'emittente radiofonica - nel 2017 avranno un aumento - ha spiegato illustrando le novità della riforma pensioni - tra i 30 e i 50 euro mensili".

Matteo Renzi, durante la trasmissione radiofonica, ha risposto alla domanda di una signora che in collegamento telefonico chiedeva quali novità ci sono in arrivo con la manovra finanziaria per le pensioni minime e in particolare se, come in un primo momento era stato annunciato dal premier, ci sarà un aumento di 80 euro, come il bonus già concesso ai lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 1.500 euro al mese. "Non sono 80 euro - ha risposto il premier ammettendo così il passo indietro rispetto alle promesse fatte - ma sono comunque 50 euro", ha sottolineato confermando così l'impegno per l'aumento delle pensioni più basse. Così si è espresso oggi il capo dell'esecutivo a proposito degli assegni minimi, mentre nell'ambito della riforma pensioni si è appreso ieri, a proposito dell'Ape volontaria, che i lavoratori che sceglieranno questa nuova forma di pensione anticipata, non prenderanno le tredicesime per tutto il periodo relativo all'anticipo del trattamento pensionistico.

Una ulteriore penalizzazione non da poco che rende certamente meno appetibile l'Ape già gravata da rate e penalizzazioni.

Ape volontaria: niente tredicesima per il periodo di anticipo

Inoltre, secondo quanto si apprende dal TeamEconomico@PalazzoChigi coordinato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, sarà introdotto un limite per l'accesso all'Anticipo pensionistico su base volontaria: 95 percento della pensione certificata mensile in caso di richiesta di anticipo di un anno; 90 percento in caso di due anni di anticipo, 85 percento in caso di tre anni di anticipo pensionistico.

Con la definizione del Dpcm che verrà pubblicato a gennaio 2017 dopo il varo definitivo della legge di Bilancio, saranno ulteriormente chiariti i dettagli della misura introdotta dal Governo Renzi nell'ambito della riforma pensioni per l'accesso a alla pensione anticipata col prestito ventennale.

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