In occasione della premiazione "Cambiamenti" organizzata da CNA questo mercoledì 30 novembre è intervenuto il ministro del Lavoro Giulano Poletti, il quale nel suo intervento in plenaria si è soffermato sull'importanza delle start-up per lo sviluppo dell'economia e dell'alternanza Scuola lavoro. Blasting News era presente, ecco le dichiarazioni di Poletti.

'In Italia le imprese sono viste come luogo dove si sfrutta il lavoro e vengono solo tollerate, invece sono indispensabili'

Il Ministro Poletti ha esordendo dicendo: "Sul piano culturale questo Paese non ha ancora maturato un'idea positiva dell'impresa, essa viene vista come un qualcosa che si sopporta perché dà un posto di lavoro: viene vista come il luogo dove si sfrutta il lavoro e al massimo si può tollerare, invece dobbiamo maturare l'idea che l'impresa è una struttura sociale indispensabile, chiaramente tutelando il lavoro.

Per anni in questo Paese si è pensato che non ci fosse niente da fare, che le difficoltà fossero insormontabili, invece le start-up e gli artigiani dimostrano che le cose si possono fare. Noi abbiamo il dovere di creare le condizioni affinché tutto questo sia più facile. Venticinque anni fa la classe dirigente ha preso la cantonata di pensare che dovessimo puntare sul terziario avanzato, forse avevano bevuto qualcosa di strano, perché in realtà in Italia abbiamo l'agricoltura più bella del mondo, l'enologia più buona del mondo, la gastronomia più buona del mondo: la nostra forza insomma deve essere la manifattura, essa è il pilastro essenziale del modo di produrre in Italia. Chiaramente la manifattura di domani non è quella di ieri e sarà piena di tecnologia, informatica, automazione e sapere applicato.

Se noi facciamo quello che fanno giù tutti gli altri paesi siamo morti perché non possiamo competere sul costo del lavoro o sui costi di funzionamento, dobbiamo specializzarsi sulle cose che sappiamo fare solo noi."

'Bene l'alternanza scuola lavoro: non vogliono alzare 7 chili in azienda e poi vanno in palestra...'

Infine il Ministro si è soffermato sull'alternanza scuola-lavoro: "Sono orgoglioso del fatto che questo Governo ha deciso di investire nell'alternanza scuola lavoro, ricostruendo l'idea che si impara studiando ma anche facendo. Finora molti hanno visto come un pericolo terribile il mettere la scuola e il sapere in relazione con il lavoro e l'impresa, quasi come se queste potessero inquinare il mondo dell'istruzione e dell'università. In questo paese siamo stati capaci di costruire una teoria tale che la cultura è vera cultura solo se non serve a niente, idea strampalata ma coltivata come vera fino ad oggi. Invece è un bel fatto che scuola e impresa dialoghino. Vogliamo dire che se un ragazzo dopo essere stato a scuola al mattino, poi passa qualche ora in un'impresa o un laboratorio artigianale gli fa solo un gran bene? Non è che gli viene l'emicrania o gli attaccano un virus, è una cosa normale e il mondo è fatto così. Invece c'è chi pensa che un ragazzo debba stare a casa, fino a 20 anni si studia e guai a te se ti pieghi: se tiri su 7 chili bisogna guardare la pesa perché ci sono i regolamenti, ma se la sera vai in palestra e tiri su manubri da 70 chili ti fa bene alla salute. Come quelli che parcheggiano nello spazio dei disabili per fare 500 metri in meno a piedi per raggiungere il lavoro, la casa o la palestra. Ecco, in Italia abbiamo una serie incredibile di paradossi naturali, avremmo bisogno di "matti" come me che dicono "Il re è nudo" ".

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