La legge di bilancio 2017 porterà importanti novità anche per i professionisti senza cassa iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell'Inps. All'interno del testo approvato di recente è infatti prevista una riduzione del 2% delle aliquote contributive, che tornano così al 25% dopo anni di continui incrementi. Si tratta di un intervento importante soprattutto se si considera che la prospettiva precedente (dettata dalla Manovra Fornero) era per una continua crescita della percentuale di contribuzione dal 27% dell'anno in corso fino al 29% del 2017, mentre a partire dal 2018 il legislatore aveva in precedenza postulato un regime di sostanziale parità rispetto ai versamenti dovuti dai lavoratori dipendenti.

Si sarebbe quindi arrivati a toccare la soglia del 33%, un carico contributivo che in un periodo di stallo dell'economia e dei consumi interni sarebbe risultato estremamente oneroso per i professionisti senza cassa.

Pensioni Inps e contributi in gestione separata: i dettagli sull'abbassamento delle aliquote per il 2017

Stante la situazione appena descritta, la nuova aliquota dovrebbe entrare ufficialmente in vigore a partire dal prossimo 1° gennaio 2017. Da notare che al versamento del 25% dovrà aggiungersi comunque il c.d.

contributo aggiuntivo dello 0.72% (che serve a coprire le indennità di maternità, gli assegni per il nucleo familiare, la degenza in ospedale, la malattia ed il congedo parentale). Pertanto l'aliquota effettiva sarà del 25,72%, contro il 29,72% a cui si sarebbe arrivati senza l'intervento del legislatore. Per gli iscritti in via non esclusiva o i titolari di pensione indiretta, la percentuale di contribuzione si attesta invece al 24%.

Riduzione aliquote GS: l'effetto sui futuri assegni

Resta comunque da considerare che la riduzione delle aliquote contributive avrà anche degli effetti di lungo periodo. Il sistema contributivo prevede infatti un calcolo delle future mensilità pensionistiche erogate dall'Inps effettuato sulla base del montante contributivo, pertanto a parità di coefficiente di conversione (e di età) bisogna evidenziare che versamenti più bassi significheranno anche assegni più bassi.

Il risparmio immediato produrrà perciò un risultato non indifferente una volta raggiunti i requisiti di quiescenza, una questione che dovrà essere tenuta in considerazione soprattutto nel caso di versamenti effettuati sulla base di redditi particolarmente bassi.

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