Nella giornata di ieri abbiamo aggiornato i nostri lettori sul meccanismo di funzionamento dell'APE volontaria, sia per quanto concerne l'istruttoria che in merito ai meccanismi legati all'Irpef e alle procedure seguite dall'Inps. Oggi torniamo a concentrarci sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 parlando di lavoratori precoci e di coloro che hanno svolto attività usuranti. I primi si confrontano con l'eliminazione delle penalizzazioni e l'arrivo della quota 41 per una platea selezionata di persone, mentre i secondi vedono prospettarsi l'ipotesi dell'uscita anticipata.

Entriamo nel merito delle due iniziative cercando di schematizzare i concetti chiave e i vincoli di accesso presenti nelle misure, in modo da riportarne in modo semplice e diretto il funzionamento.

Pensioni lavoratori precoci: arriva la quota 41 e lo stop alle penalizzazioni

Partiamo dalla c.d. Quota 41, ovvero la possibilità di poter fruire del pensionamento anticipato una volta raggiunti i 41 anni di versamenti.

Si tratta di un'opzione disponibile per i precoci disoccupati, oppure per coloro che svolgono lavori pesanti o usuranti. Il meccanismo consente l'uscita dal lavoro anche a persone con disabilità o che svolgono attività di cura per parenti di primo grado. Per tutti vi è il vincolo contributivo che limita l'accesso a chi possiede almeno 12 mesi di contributi versati (non necessariamente continuativi) prima del compimento del 19mo anno di età.

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Pensioni

Congiuntamente è stata decisa anche l'eliminazione delle penalizzazioni che in precedenza venivano applicate a chi accedeva all'Inps con tale formula prima dei 62 anni di età.

Lavori usuranti: ecco a chi si rivolge il nuovo provvedimento

Per quanto concerne invece i lavori usuranti, il legislatore ha individuato come beneficiari le persone che rientrano nei requisiti del D.Lgs. numero 67 del 2011. A livello pratico questi contribuenti potranno ottenere il pensionamento anticipato di 12 - 18 mesi (a seconda che abbiano effettuato versamenti come dipendenti o autonomi).

Dal 2019 viene inoltre eliminato l'adeguamento relativo al parametro dell'aspettativa di vita, mentre i requisiti soggettivi sono semplificati per tutti. Resta comunque la critica dei lavoratori in merito all'esclusione degli edili o di altre categorie affini che sono rimaste tagliate fuori dal perimetro della misura.

Come sempre, il consiglio ai lettori che desiderano sapere se rientrano nelle agevolazioni resta quello di rivolgersi ad un patronato, dove sarà possibile innanzitutto ricostruire la propria situazione contributiva e poi verificare se si possiedono i parametri per rientrare nei casi inseriti in LdB 2017.

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