Sono ore che bruciano queste che accompagnano l'ascolto delle varie associazioni sindacali nel comparto scuola.

Sono troppi i punti che vanno migliorati, a detta dei sindacati e diverse le criticità di un testo di riforma che non convince a tutto tondo.

La bozza nelle mani dei sindacalisti prevede, ad esempio, ancora fermo il punto della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici.

Certo, il DS dovrà ascoltare i collegi scolastici prima di conferire gli incarichi triennali a nuovi docenti, che saranno chiamati a confermare i criteri di una selezione non più di natura soggettiva.

Ma i sindacati chiedono di più.

Chiamata diretta: colloquio e titoli a confronto nella Riforma scuola

Se fino ad oggi il potere del DS ha potuto liberamente esprimersi nell'assegnazione degli incarichi triennali ai nuovi docenti, attraverso il colloquio e una valutazione da molti ritenuta troppo soggettiva, forse la Riforma potrà migliorare questo punto di criticità dell'impianto normativo.

Ed ecco che si cerca il confronto con i sindacati e si offrono e ricevono soluzioni.

Si cerca un punto d'accordo sulle diverse criticità.

E se i titoli e le esperienze sono i criteri oggettivi che la bozza della Riforma considera decisivi nell'assegnazione degli incarichi, i sindacati rispondono con la richiesta di attribuire maggiore peso all'anzianità di servizio ai fini del conferimento degli incarichi.

Occorre eliminare il colloquio e rivedere i titoli, diminuendone l'importanza perchè ciò che conta, per i sindacati, è l'anzianità di servizio.

Riforma scolastica: Il Ministero e i sindacati a confronto

Alle 11.00 ricominceranno le trattative con i sindacati. Siamo in attesa di conoscere gli esiti del confronto.

Ad oggi, i sindacati hanno ottenuto importanti modifiche alla Legge 107 che ha stravolto le vite di tanti docenti e di tante famiglie.

Le trattative sono ancora in corso, anche sulle modifiche sindacali già ottenute (scelta non solo su ambito ma anche su scuola, ad esempio), ma al Ministero spetta l'ultima parola e si spera che rispetti la classe docente e la Scuola, che oggi più che mai, chiede di essere ascoltata.