Durante la riunione del Consiglio dei Ministri, che si è tenuta sabato 14 gennaio, sarebbe stata approvata la decisione di eliminare ogni riferimento all’educazione di genere nella programmazione scolastica per i bambini che frequentano la Scuola dell'infanzia e quella di non vietare la bocciatura alle scuole primarie.

Il disegno di legge sull'educazione di genere

Il ministro della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli, aveva proposto di inserire nei programmi scolastici dei bambini da 0 ai 6 anni, l'educazione di genere; infatti, al Senato, è stata la prima a firmare il disegno di legge su questo argomento.

Angelino Alfano, il responsabile della Farnesina, si è dichiarato contrario alla proposta asserendo che è assurdo parlare di educazione di genere per i piccoli alunni delle scuole dell'infanzia che hanno al massimo 6 anni. Nel programma scolastico si prevede, quindi, di parlare ai bambini solo del rispetto dell'articolo 3 della Costituzione italiana che dichiara che tutti i cittadini, di fronte alla legge, sono uguali e hanno gli stessi diritti.

Divieto di bocciatura scuole primarie

Riguardo al divieto di bocciare gli alunni che frequentano le scuole primarie, si sarebbe aperta una discussione, sempre durante la riunione di sabato scorso, tra il Ministro dell'istruzione Valeria Fedeli e il Guardasigilli Andrea Orlando.

Il nuovo ministro della pubblica istruzione si è opposta al divieto che Orlando voleva fosse inserito. Il Guardasigilli ha spiegato che è sbagliato far ricadere su alunni così piccoli una punizione, come quella della bocciatura, che resterebbe un peso da portarsi dietro per tutta la vita mentre dovrebbero essere i genitori a prendersi carico e far fronte a comportamenti o difficoltà che riguardano i loro figli.

Il compromesso al quale sono arrivati, infine, è stato quello di non vietare agli insegnanti delle scuole primarie di bocciare, ma, qualora decidessero di far ripetere un anno scolastico all'alunno, di motivarne la decisione in modo articolato e approfondito.

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