È finalmente arrivata, con un con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri firmato dai ministri Padoan, Madia e il Presidente Gentiloni l'attesa conferma per lo stanziamento delle risorse destinate al rinnovo dei contratti degli statali. Si tratta di un passaggio importante, uno snodo atteso che apre la strada alle contrattazioni per gli aumenti degli stipendi dei docenti e in generale di tutta la Pubblica Amministrazione.

Firmato il decreto: 2,5 miliardi per le PA

Un primo passo concreto è stato dunque finalmente attuato: dopo tanto parlare (e soprattutto penare) le risorse stanziate per l'adeguamento contrattuale sono arrivate, anche se con qualche mal di pancia.

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La cifra alla base del decreto per il triennio 2016-2017-2018 infatti ammonta ad un totale di 2,5 miliardi di euro, in linea con gli accordi dell'intesa firmata tra ministro Madia, Cgil, Cisl e Uil lo scorso 30 novembre. Per tutti i lavoratori della pubblica amministrazione ciò significa un aumento di stipendio di circa 85 euro, cifra che non verrà distribuita a pioggia ma che dovrebbe arrivare in quantità differenziate a seconda del comparto. Per quel che riguarda la scuola ad esempio, l’aumento di 85 euro non basterebbe a reintegrare quanto perso per effetto del mancato rinnovo dei contratti e per il blocco degli scatti di anzianità che, secondo alcune stime, avrebbe determinato negli ultimi anni una perdita di potere d’acquisto di circa dieci punti percentuali .

Docenti, 85 euro “sono pochi”

Considerato ciò, 85 euro appaiono una cifra del tutto insufficiente a restituire agli insegnanti quanto sottratto loro in questi anni, ma la questione sembra essere stata presa in considerazione dalle parti del ministero. Qualche tempo fa infatti sono arrivate le rassicurazioni della ministra Fedeli che non ha potuto non riconoscere che 85 euro per gli insegnanti “sono pochi” e lasciato intendere che per la categoria docenti gli aumenti saranno maggiori. Chiusa la prima fase, adesso l’iter prenderà il via ufficiale: è necessario il completamento della direttiva all’Aran per riavviare la contrattazione, direttiva che sarebbe già “a lavori in corso”.

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Nonostante ciò la Madia ha dichiarato l’intenzione di chiudere i decreti “entro fine maggio,” la procedura completa “probabilmente entro l’anno” ha fatto eco la Fedeli.