Novità sulla pensione anticipata con anticipo pensionistico Ape e sull'uscita dei lavoratori precoci che riescano ad accumulare la quota 41 sono emerse dall'incontro che si è tenuto ieri tra il Governo e i sindacati. L'ipotesi alla quale stanno lavorando i tecnici del Governo Gentiloni è quella di concedere una franchigia della durata di 12 mesi sui sei anni continuativi di lavoro gravoso per il riconoscimento del requisito pensionistico, fermo restando che gli stessi lavoratori debbano accumulare un totale di trentasei anni di versamenti contributivi ai fini dell'accesso all'anticipo pensionistico Ape di tipo social.
Ma le stesse ed altre correzioni riguardano anche i lavoratori precoci.
Pensioni anticipate 2017, Ape social e precoci quota 41: franchigia e accertamento lavoro gravoso
La franchigia di 12 mesi, ovvero il non considerare le sospensioni entro tale limite nei 6 anni richiesti per il requisito di lavoro gravoso, non è l'unica novità della quale si è discusso nell'incontro di ieri in tema di pensione anticipata con Ape social o volontaria e per i lavoratori precoci. Infatti, Governo e sindacati, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore di oggi, sarebbero d'accordo nel concedere il via libera al cumulo gratuito dei contributi per la maturazione dei requisiti necessari agli istituti previdenziali, purché non si provenga da casse privatizzate.
La certificazione del lavoro gravoso dovrà pervenire direttamente dall'azienda e verrà, successivamente, verificata tramite le banche dati del ministero del Lavoro, dell'Inps e dell'Inail tramite una procedura che si annuncia la più semplificata possibile. Maggiori dettagli si potranno avere nel prossimo incontro che è stato fissato per il 13 marzo 2017: nonostante la scadenza fissata per oggi per l'emanazione del decreto attuativo, l'impressione è che la proroga sarà piuttosto lunga.
Precoci quota 41: definizione beneficiari per la pensione anticipata
Riguardo alla pensione anticipata dei precoci con quota 41, l'ipotesi sulla quale si è dibattuto ieri è quella di concedere un'interpretazione estensiva dell'anno di versamento dei contributi prima del compimento dei 19 anni per il riconoscimento di contribuente precoce.
Tale riconoscimento, in merito al requisito dell'anno di contributi, si potrebbe perdere nei casi in cui il lavoratore sia stato fermo per lunghe malattie, per maternità o per gli intervalli dettati dalla cassa integrazione. Inoltre, i tecnici del Governo hanno preso in esame il documento a firma dei sindacati nel quale si chiede che possano essere definiti precisamente i beneficiari dell'Ape social e dei lavoratori precoci con quota 41, considerando che alcuni settori, come quello dell'edilizia, sono caratterizzati da discontinuità lavorativa e da contratti a termine che mettono a rischio la maturazione dei requisiti stessi necessari all'anticipo pensionistico o alla stessa uscita dei contribuenti precoci.