Le news sulle pensioni aggiornate ad oggi, lunedì 27 marzo, fanno riferimento ai tempi e costi dell'Ape, la misura studiata dal governo che reintroduce la flessibilità nell'uscita dal lavoro, la cui mancanza rappresentava una delle criticità maggiori della riforma Fornero. Riguardo gli interessi del prestito pensionistico che i pensionati dovranno pagare alle banche, citiamo l'interessante approfondimento del Sole 24 Ore, pubblicato online in data 26 marzo.
Tasso anticipo pensionistico
Stando alle indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore nella giornata di ieri, il Tan (acronimo di tasso annuo nominale) dovrebbe aggirarsi intorno al 2,75 per cento.
Tenendo presente tale valore e, contemporaneamente, l'andamento in aumento dei tassi, il consiglio riportato dal noto quotidiano economico italiano è di accedere quanto prima all'anticipo pensionistico, affinché si tragga beneficio dagli interessi, sulla carta, migliori.
Si hanno meno certezze, invece, per quanto riguarda gli altri costi dell'Ape. Da una parte il costo del premio assicurativo, dall'altra la commissione di accesso al Fondo di garanzia. In particolare, per quanto riguarda il primo aspetto, si ipotizza una percentuale superiore al 29 per cento, la stessa che il governo, precedentemente, aveva fissato. Allora, infatti, il Tan ipotizzato era più basso (2,5% ndr) di quello su cui si sta lavorando adesso.
Quando parte l'Ape?
Nonostante i Dpcm, su cui sono al lavoro i tecnici di Palazzo Chigi, non siano stati ancora ufficializzati, tra gli addetti ai lavori si respira un clima disteso e di fiducia. Ad alimentare tale sentimento le stesse dichiarazioni rilasciate, l'ultimo fine settimana, da Giuliano Poletti. Il ministro, al termine dell'incontro avvenuto al Ministero del Lavoro con i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, ha ribadito la volontà, del governo, di far partire l'Ape volontaria e sociale dalla data del 1° maggio. Si attendono, come ribadito in più di un'occasione, i decreti attuativi.
Nella conferenza stampa di qualche giorno fa, il ministro del Lavoro, a proposito dei tempi per i Dpcm, aveva affermato che sarebbero arrivati a giorni.
Dunque, la settimana in cui siamo entrati, l'ultima del mese di marzo, potrebbe essere - il condizionale è d'obbligo - quella decisiva per lo sblocco definitivo di una situazione che si trascina ormai da metà febbraio, quando i decreti erano attesi entro e non oltre il 1° marzo. Da allora si sono registrati soltanto rinvii.
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