Nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri nel quale il Governo ha deciso ufficialmente di abrogare i voucher, è intervenuto il ministro Giuliano Poletti. Ecco cosa ha detto.

'I voucher non c'entrano nulla con il Jobs Act, quelli li avevano introdotti ed ampliati altri Governi'

Il ministro Poletti ha esordito dicendo: "Il Jobs Act non c'entra niente con i voucher, la loro storia viene da lontano: sono nati come uno strumento molto finalizzato e poi i vari Governi ne hanno ampliato l'ultilizzabilità, in particolare quelli di Monti e di Letta.

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A fronte di ciò abbiamo pensato che sia più efficace abrogare del tutto queste norme, aprendo un tavolo di confronto con le organizzazioni delle imprese e quelle dei lavoratori, per affrontare il tema della regolazione del Lavoro occasionale e discontinuo.Da questo punto di vista abbiamo già un dialogo aperto, un tavolo di confronto dal titolo "Come cambia il lavoro". Abbiamo affrontato anche il tema della "responsabilità solidale", cogliendo l'impianto previsto dal quesito referendario, tenendo conto che questo tema è comunque presente nella normativa, il referendum avrebbe ridefinito la cosa facendo sì che ci si potesse rifare su un altro punto della filiera quando un'azienda fosse andata in crisi non potendo pagare i lavoratori, adesso si torna semplicemente a un qualcosa che già c'era in passato".

Dopo l'abolizione dei voucher 'Il rischio di lavoro nero esiste'

A chi ha domandato se questa sia una vittoria della CGIL e una sconfitta per il Governo, Poletti ha risposto: "No, non era una gara. Il tema vero è come questo paese regola bene le relazioni di lavoro. Io penso che sia chiaro che era necessario andare verso una drastica riduzione dell'uso dei voucher, lo abbiamo sempre detto tutti: il tema era già sul tavolo, avremmo dovuto affrontarlo comunque. Le norme sul lavoro in Italia sono allineate a quelle europee, noi negli anni abbiamo introdotto il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, abbiamo abolito i contratti a progetto, le associazioni in collaborazione e la figura del lavoratore para-subordinato.

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Aumentano i posti di lavoro dipendente rispetto a quelli di lavoro "indipendente". Quindi abbiamo ottenuto buoni risultati".

Rispondendo ad altre domande ha detto: "I voucher già acquistati potranno essere usati fino a dicembre. Per quanto riguarda la connessione fra ciò che abbiamo abolito in passato con il Jobs Act e i voucher, direi che è naturale che quando si aboliscono alcune forme contrattuali le imprese cerchino gli strumenti più vicini per contenere i costi ed avere strumenti agevoli. Il punto è se una norma viene usata in modo legale o meno".

E adesso che succede per quei tipi di lavoro coperti da voucher? "Abbiamo bisogno di una regolazione come viene fatto nel resto d'Europa, pur sapendo che ogni paese regola la cosa in modo piuttosto diverso. In Spagna il 93% dei contratti è a termine, noi non vogliamo arrivare lì, ma da un'altra parte. Noi abbiamo alzato il numero dei contratti a tempo indeterminato dal 16 al 22%: questa è la direzione che vogliamo perseguire".

Temete che adesso aumenti il lavoro nero? "Il rischio naturalmente esiste.

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Perché nel momento in cui uno strumento veloce ed agile sarà meno disponibile, questo rischio esiste sempre. Ma il lavoro nero è vietato e dobbiamo partire dall'idea che le imprese che hanno dei contratti di lavoro e devono rispettare la legge. E' doverosamente immaginabile che i rapporti di lavoro vengano regolati dai contratti".