Un incidente in fabbrica e un operaio cade a terra svenuto mentre è impegnato alla catena di montaggio, ma il Lavoro non si ferma e il caporeparto invita i suoi colleghi a fare finta di niente e riprendere le loro mansioni.

Al centro delle polemiche la Sevel di Atessa

L'incredibile episodio è accaduto alla Sevel di Atessa, di proprietà della Fiat Chrysler, ed è stato denunciato dalla Fiom-Cgil di Chieti, la quale per voce del suo segretario Davide Labbrozzi ha spiegato che un addetto al montaggio ha urtato la testa contro un braccio meccanico perdendo i sensi; i colleghi hanno subito dato l'allarme, ma il responsabile del reparto ha chiesto loro di fare finta di niente e di riprendere il lavoro facendo ripartire la linea.

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La Fiat Chrysler ha sottolineato che i soccorsi sono scattati immediatamente e che la linea è rimasta bloccata il tempo necessario per consentire la prima assistenza al ferito e che solo dopo che la persona si fosse ripresa in infermeria è stata riavviata la produzione; l'azienda precisa che l'infortunato è stato inviato per precauzione all'ospedale dove gli è stato riscontrato un trauma cranico non commotivo e la prescrizione di dieci giorni di assoluto riposo.

Nessuna pausa estiva nella fabbrica di Atessa

La fabbrica abbruzzeze Sevel, fiore all’occhiello del gruppo mondiale guidato da Sergio Marchionne, è sempre di più al centro delle polemiche; due mesi fa era avvenuto l'episodio per il quale un operaio non ebbe il permesso di andare al bagno e fu costretto a farsi la pipì addosso.

Nei giorni scorsi invece per il fatto che quest'estate lo stabilimento chiuderà solo per una settimana grazie al successo del nuovo Ducato, lanciato verso quota 290 mila furgoni nell’anno solare 2017 con la necessità quindi di smaltire con rapidità il grande numero di commesse. La Fiom Cgil ha commentato l'accaduto affermando che la filosofia Sevel continua a non rispettare gli operai, i quali consentono con il loro lavoro agli azionisti di godere di una ricchezza smisurata, che è quella che lo stabilimento di Atessa produce ogni giorno; il sindacato chiede un serio confronto con la proprietà della fabbrica per ristabilire condizioni di lavoro al suo interno che siano tali da conferire l giusto valore della qualità della vita al suo interno”.

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Le esigenze della produzione sono ormai le uniche bussole che regolano le condizioni di lavoro nelle fabbriche senza che sia posta alcuna attenzione alle necessità di chi è impegnato alle catene di montaggio, considerati ormai semplici pezzi dell'ingranaggio con nessun diritto, neppure quello di andare al bagno.