Resta ancora alta l'incertezza in merito ai provvedimenti attuativi utili per poter dare il via alle numerose opzioni di flessibilità previdenziale inserite all'interno della legge di bilancio 2017. Con la nostra rubrica "Parola ai Comitati" abbiamo seguito passo a passo l'evoluzione della situazione, ma siamo ormai arrivati sotto la scadenza del 1° maggio e i decreti attuativi risultano ancora assenti dalle pagine della Gazzetta Ufficiale. Una situazione che preoccupa i lavoratori sia perché in questo modo non è possibile, per molti di loro, comprendere se potranno effettivamente fruire dei benefici di legge.

Sia perché l'apertura della finestra temporale utile per poter inoltrare le domande terminerà al prossimo 30 giugno. Il tempo per la produzione delle pratiche stringe, ed i sindacati hanno già espresso grande delusione per il ritardo accumulato, mentre i testi attutivi dovevano essere definiti già due mesi fa.

Riforma pensione: le categorie di lavoratori interessati

Nella platea dei potenziali destinatari delle misure troviamo anzitutto i lavoratori con almeno 63 anni di età che hanno maturato i requisiti utili per l'APE sociale (30-36 anni di versamenti a seconda del profilo) o volontaria (20 anni di versamenti), con un assegno minimo Inps superiore alle 700 € circa.

Associate a queste misure troviamo poi l'APE aziendale e la Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) dei fondi pensione. Per i lavoratori precoci l'attesa si concentra invece sulla nuova Quota 41, conseguibile con 41 anni di versamenti indipendentemente dall'età, purché si abbia versato almeno un anno prima del 19mo di età e si rientri all'interno di specifici profili considerati meritevoli di tutela.

Le procedure da seguire per le domande: perché i decreti sono un passaggio essenziale

In merito alle procedure da seguire per poter effettuare le richieste di pensionamento, ribadiamo che le domande potranno essere inviate non appena i decreti attuati risulteranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale. I patronati parlano già di corsa ad ostacoli per riuscire a gestire tutte le pratiche entro il prossimo 30 giugno, dopodiché l'Inps effettuerà un primo monitoraggio e stilerà una graduatoria.

Quest'ultima servirà per comprendere con quali priorità assegnare i fondi stanziati anno per anno, mentre le domande in eccesso dovranno passare all'anno successivo. Come da nostra prassi, restiamo a disposizione nel caso desideriate aggiungere un nuovo commento nel sito, mentre per ricevere le prossime notizie di aggiornamento sulle pensioni vi ricordiamo di usare la comoda funzione "segui" che trovate in basso, dopo la conclusione dell'articolo.

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