La tanto agognata riforma prevista da mesi per gli statali ha avuto uno sblocco determinante nell'ultima riunione del Consiglio dei Ministri. Si tratta di un maxi aggiornamento che coinvolge nel dettaglio una serie di profili. Andiamo a vedere i particolari.

Riforma Pubblica Amministrazione: cosa cambia

Ciò che viene maggiormente intaccato dalla riforma madia è senza ombra di dubbio il licenziamento.

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Con la previsione di un nuovo codice disciplinare, i casi previsti per il licenziamento del dipendente vengono aumentati da 6 a 10 e contemplano adesso nuove situazioni tra le quali spiccano - oltre alle classiche false timbrature ed assenze ingiustificate - anche il dipendente che vada incontro a "costanti valutazioni negative" nonché lo stesso dipendente che faccia riscontrare reiterate violazioni al codice di comportamento.

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Per avere la sanzione massima del licenziamento tuttavia, sarà necessario che la valutazione negativa ricopra almeno 3 anni di contrattazione. Quindi, ricapitolando, se dopo reiterate violazioni e valutazioni negative il dipendente non modifica il suo atteggiamento per l'arco temporale di 3 anni può essere licenziato.

Riforma PA, tempi duri per i furbetti del cartellino

Le novità non sono finite qui: ritorna a 120 giorni il termine massimo entro il quale poter esercitare la sanzione del licenziamento quale provvedimento disciplinare, al contrario dei 90 giorni previsti dalla precedente riforma.

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Lavoro

Tutto ciò viene avvolto da due precisazioni: è stata prevista la perentorietà dei termini (che diventano quindi obbligatori senza margine di flessibilità) e la possibilità di derogare a questo termine di 120 giorni se dovesse esserci la flagranza dell'illecito, come per i furbetti del cartellino per i quali si prevede il termine ribassato di 30 giorni per la conclusione del procedimento disciplinare.

Vizi formali non inficiano legittimità procedimenti disciplinari

È stato specificato che eventuali vizi formali delle sanzioni non andranno ad inficiare la legittimità dei procedimenti disciplinari con la conseguenza che, se un dipendente dovrà essere licenziato, sarà possibile farlo. Ultimi ritocchi anche ai mesi d'indennizzo per il reintegro del dipendente, dato che è stato previsto di limitare a 24 mensilità la corresponsione dal giudice nel caso di un processo di Lavoro.

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Come monito per il futuro, la riforma Madia si propone di assumere più giovani per superare le falle del sistema, ma di non "qualunque professionalità" dato che si mira a competenze ben specifiche.

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