L'Italia sta attraversando un contesto storico nel quale gli immigrati sono sempre più considerati con ostilità. Secondo Tito Boeri gli immigrati rappresentano una risorsa e gli italiani, invece di lamentarsi, dovrebbero considerarli indispensabili. E più i nostri giovani entrano tardi nel mondo del lavoro più i migranti diventano importanti. Gli immigrati, secondo Boeri, compensano il calo delle nascite e chiudere le frontiere vorrebbe dire avere una perdita di oltre 38 miliardi che andrebbe a carico dell'Inps.

Tito Boeri durante la trasmissione, andata in onda oggi su Radio 3, "Tutta la città ne parla" ha risposto a numerose domande.

Alla domanda se i contributi versati dagli extracomunitari servano a pagare le loro Pensioni e non quelle degli italiani, Boeri ha risposto che " in Italia c'è una sproporzione tra i contributi versati e la vita media ". Per questo motivo la legge Fornero ha limitato i danni ma oggi, accettare le richieste dei sindacati che vorrebbero eliminarla, porterebbe al collasso del sistema previdenziale.

In pratica adesso gli immigrati pagano gli assegni di chi è adesso in pensione.

Gli Immigrati

E' stata posta a Boeri la domanda sulla qualità del lavoro degli immigrati e il presidente ha risposto "che è vero che all'inizio gli immigrati versano contributi minimi ma nel giro di 10 anni questi diventano molto più cospicui". Inoltre il Professore ha tenuto a precisare che ci sono una parte di migranti per i quali l'Italia paga 35 euro al giorno più la sanità ma la colpa è che non si fa nulla per cercare di integrarli.

Questi stessi extracomunitari possono poi diventare oggetto della malavita o del lavoro nero. E sempre secondo Boeri "non è vero che gli immigrati rubano il lavoro ai giovani italiani perché svolgono lavori diversi ". Secondo Boeri si tratta invece di una politica pensionistica negativa che grava sui giovani e il 40 % di disoccupazione giovanile è un dato inaccettabile.

A chi dice che bisogna chiudere le frontiere Boeri risponde che "dovrebbero aumentare le natalità" ma, nel contempo, bisognerebbe poi aspettare almeno 20 anni prima che i nuovi nati possano andare a regime.

La realtà è che i flussi di migranti non sono gestiti correttamente e per questo in tanti diventano irregolari. Quando in passato si era puntato sulla regolarizzazione degli extracomunitari i contributi erano aumentati e, analogamente, erano aumentate le risorse per pagare le pensioni. E' pur vero che ci sono migranti che arrivano in tarda età ma le pensioni erogate vengono compensate da quelli che dopo 5 anni tornano al loro paese regalando i contributi versati. In ultima analisi secondo Boeri "gli extracomunitari rispetto agli italiani hanno una vita media inferiore e per questo, a parità di contributi, ci rimettono".

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!