Difficoltà per le immissioni in ruolo nella Scuola per il 2018. È stato confermato il numero di 52.000 insegnanti che dovrebbero ricevere un contratto a tempo indeterminato a partire dall'anno scolastico successivo, il 2017/2018. Tuttavia ancora il Ministero sta procedendo per le indicazioni generali che riguardano soprattutto le operazioni preliminari. Anche gli uffici scolastici, poiché non è arrivata ancora l'autorizzazione diretta da parte del ministero dell'Istruzione, sono fermi.

Secondo i dati che sono stati comunicati, si sta avendo una situazione di stallo per quanto riguarda la suddivisione degli organici, che dovranno essere distribuiti anche fra le province e le classi di concorso.

La chiamata diretta per l'anno scolastico 2017/2018 salterà?

Sembra proprio che la risposta a questa domanda debba essere affermativa. Non si vede all'orizzonte nessuna base per predisporre la chiamata diretta per gli insegnanti nell'anno scolastico 2017/2018.

La ministra Valeria Fedeli ha fatto presente che vorrebbe chiudere la tornata di immissioni in ruolo entro il 14 agosto.

Ma ci saranno veramente i tempi tecnici per predisporre tutto e permettere ai dirigenti scolastici con l'ausilio del collegio dei docenti di scegliere gli insegnanti più adatti ad un determinato istituto? A tutto questo si aggiunge il fatto che la chiamata diretta, come è accaduto già l'anno scorso, per i docenti che hanno ottenuto il trasferimento da un ambito all'altro è stata da molti evitata attraverso la mancanza di candidature, preferendo l'assegnazione d'ufficio da parte degli uffici scolastici regionali.

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Cos'è la chiamata diretta

La chiamata diretta è stata introdotta dalla legge sulla Buona Scuola, la legge 107 da più parti contestata. Per i docenti assunti a partire dall'anno 2015 non c'è stata più la titolarità su scuola, ma su ambito territoriale. Per essere assegnati in una scuola nello specifico, i docenti devono produrre apposita candidatura secondo i termini e le indicazioni stabiliti dall'albo di ogni singolo istituto.

Sarà poi il dirigente scolastico, quest'anno con l'introduzione di una funzione supportiva del collegio dei docenti, a stabilire quali saranno i criteri più adatti per la scelta di un docente per una data scuola. La chiamata diretta ha creato non pochi problemi fin dalla sua attuazione, gettando spesso nel caos situazioni che per vie organizzative non è stato facile gestire.

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