Abbiamo raccolto le opinioni dei legali di Ugl Telecomunicazioni sul ricorso presentato dal sindacato e accolto dal Tribunale di Roma, riguardante i 102 licenziamenti previsti da Sky Italia all'interno delle operazioni di riorganizzazione del personale dell'emittente.

Legali Ugl: "Basta speculare sulla pelle dei dipendenti"

"Il risultato più evidente della condanna per antisindacalità di Sky Italia consiste nel ribadire che in Italia le leggi non possono essere disapplicate per mera convenienza ed il diritto tutela ancora chi lo invoca a ragione" sono state le parole dell'avvocato Luca Silvestri in merito al discusso provvedimento del Tribunale di Roma in favore di Ugl Telecomunicazioni.

La condotta del colosso dell'informazione e dell'intrattenimento, secondo il Tribunale, è stata lesiva delle prerogative sindacali.

Sky - come è stato già raccontato - è un'azienda sana ed in utile che ad un certo punto, approfittando della crisi economica, ha deciso di aumentare i suoi margini di profitto riducendo massicciamente il personale della sede di Roma, mettendolo di fronte all'alternativa secca tra il trasferimento a Milano e l'esodo incentivato.

Tutto questo si è svolto attraverso colloqui individuali volti a far apparire volontaria la scelta dei lavoratori. "In questo modo - ha proseguito Silvestri - Sky Italia intendeva eludere quanto prescritto dal nostro ordinamento giuridico, in particolare dall'art. 57 del CCNL di categoria, che assegna al sindacato tempi ed azioni opportuni per ridurre l'impatto sociale dei trasferimenti collettivi, fino a quando un sindacato coraggioso ed un giudice rispettoso della legge hanno detto che il re era nudo, come nella famosa fiaba".

"Che il diritto del lavoro conti ancora in Italia e premi chi rispetta la legge è una buona notizia - ha commentato Silvestri - non soltanto per i lavoratori, ma anche per le aziende che saranno sempre più invogliate ad effettuare le proprie scelte nella cornice della legalità. Ora sta a Sky decidere se vuole rientrare a far parte di questa categoria, ammettendo l'errore di valutazione e fermando i licenziamenti decisi sulla base di un piano di riorganizzazione aziendale dichiarato illegittimo"

Sky e Ugl, lo Statuto dei Lavoratori vale ancora

Protagonista dell'importante risultato di Ugl, assieme all'avvocato Silvestri, è stato l'altro legale, Ernesto Maria Cirillo che ha seguito il ricorso in Tribunale per Ugl Telecomunicazioni: "Oltre alla condotta antisindacale, la vittoria giudiziaria è importante perchè Sky Italia ha tentato un esperimento: quello di bypassare le organizzazioni sindacali per gestire queste operazioni massive di trasferimento che si concludono quasi sicuramente con pesanti tagli al personale.

Questa vittoria ci dice che lo Statuto dei Lavoratori contiene ancora diritti e garanzie e il Giudice del Lavoro li ha applicati".

Ma cosa rappresenta questa "condanna per condotta antisindacale"? Secondo Cirillo, con il ricorso accolto, si impedisce che una multinazionale venga in Italia pensando di adottare qualsiasi comportamento nei confronti dei dipendenti: "La violazione dei diritti dei lavoratori e delle loro tutele, in questo caso, è da intendersi come un'offesa pesante nei confronti delle organizzazioni sindacali".

Conti (Ugl-Tlc): "Ora si blocchino i 102 licenziamenti"

La vertenza Sky, per molti versi, e' speculare a quella di Ericsson: due multinazionali - entrambe straniere e con bilanci positivi - che licenziano centinaia di lavoratori; entrambe in settori strategici come televisione e telecomunicazioni. Secondo il segretario generale di Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti, "Il pronunciamento del Tribunale di Roma in merito al nostro ricorso per condotta antisindacale traccia però una linea spartiacque tra chi, come Ugl, ricorda che bisogna ancora attenersi alle leggi e alle norme italiane e chi, come le multinazionali, provano ad introdurre principi che tendono a scardinare prerogative sindacali e tutele dei lavoratori.

Ecco, da questa vittoria legale occorre ripartire per impedire innanzitutto i 102 licenziamenti in Sky e provare poi a ridisegnare un nuovo modello di relazioni industriali. Un modello che tenga conto che quando si ristrutturano o riorganizzano aziende si parla sempre della vita e del futuro di uomini e donne che per noi restano un valore indiscutibile e da difendere ad oltranza e non di semplici numeri utili per far quadrare slides, grafici o progetti aziendali stando dietro ad una scrivania".

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