Le ultimissime novità sulla riforma delle pensioni al 14 settembre 2017 ruotano intorno alla delusione emersa dall'incontro tenutosi ieri tra Governo e sindacati. Il tavolo di confronto sulla previdenza è stato nuovamente interlocutorio e si è concluso senza la piena soddisfazione delle parti sociali, in quanto il Ministro del Lavoro Poletti non si è nuovamente esposto sui provvedimenti che potrebbero vedere la luce nella prossima legge di Bilancio. Forti le critiche da parte del sindacato, che si aspettava risposte concrete. Proietti, ad esempio, Segretario Confederale UI , rispondendo ad Orietta Armiliato, fondatrice del CODS, ha ribadito, preoccupato, che non si sa quali saranno le risorse a disposizione per il comparto previdenza, ma che sono state chiarite con determinazione le proposte sindacali che vedono in primo piano il tema delle donne.

Lo scopo è certamente, ha dichiarato, quello di " reintrodurre principi di equità e giustizia nel nostro sistema previdenziale."

Le dichiarazioni di Poletti dopo l'incontro

In attesa del Def, documento di economia e finanza, che dovrebbe essere reso ufficiale il prossimo 21/9, il Ministro del Lavoro rassicura almeno sul fatto che nel prossimo tavolo di confronto si terrà conto delle varie proposte arrivate dai sindacati, ovviamente in base alle disponibilità di bilancio. Questo fa intendere che non sarà possibile mettere in atto tutte le richieste inoltrate dai sindacati, a causa delle scarse risorse che, con buona probabilità, verranno riservate al comparto previdenza. Il confronto tra le parti riprenderà il mese di ottobre, subito dopo una nota di aggiornamento del Def, solo allora il quadro si farà più chiaro ed il Governo potrà rispondere puntualmente alle richieste giunte dalle parti sociali.

Sindacati e lavoratori pronti alla mobilitazione, il 20/9 prima manifestazione

Questo continuo rimandare senza dare risposte ovviamente preoccupa sia i lavoratori, come ci ha detto ieri sera nell'intervista telefonica Roberto Occhiodoro, amministratore del gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti', sia i sindacati, che in caso di assenza di risposte si erano detti pronti alla mobilitazioni.

Stamane Claudio Ardizio,coordinatore nazionale del Comitato Esodati d'Italia, attraverso un'email fa sapere che la manifestazione del 20/9, visto l'assenza di risposte nel tavolo di confronto da parte del Governo, è confermata. Dice: "I nostri presidi al Ministero del Lavoro del 20 settembre servono a maggior ragione per chiedere interventi risolutori per esodati esclusi, donne OD , 15enni, disoccupati over 55 da prima del 01.01.2007 e licenziati senza lavoro anche POST Fornero, che non entrano nemmeno in APE".

L'invito alla manifestazione è rivolto ovviamente anche ai sindacati. Anche Maurizio Landini, nelle ultime dichiarazioni , ha asserito che è quanto mai necessario intervenire il più presto possibile, riformando e modificando le politiche industriali, di sviluppo, le pensioni e gli ammortizzatori sociali. Al fine di poter approfittare dei deboli segni di ripresa economica del nostro paese e dell'Europa. L'unica soluzione per ridare fiducia ai lavoratori, continua a dire da tempo Landini, sarebbe il mettere mano alla tanto chiacchierata legge Fornero, modificandola. La legge di bilancio 2018 dovrebbe proprio servire a questo, essere l'occasione per risolvere i nodi previdenziali rimasti incompiuti nella precedente.

Riforma pensioni 2017, precoci e donne: le richieste dei sindacati al Governo

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto che lo sconto per le donne venga applicato a tutte e non solamente a quante possono fare domanda per l'anticipo pensionistico gratuito. Nello specifico la richiesta viene così rimodulata: bonus di un anno per figlio – fino a tre e estensione del riconoscimento del lavoro di cura per parenti disabili o non autosufficienti. I sindacati premono poi per il blocco dell'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita e per l'estensione dell'ape sociale e della quota 41 a tutti oloro che ne hanno fatto richiesta e rispettano i requisiti. Le speranze che le richieste passino sono poche visto che Poletti , citando una frase del Ministro dell’Economia Padoan, ha fatto presente la ristrettezza delle risorse "C’è spirito di confronto che ci invita a guardare al merito sapendo che, come dice Padoan, abbiamo un sentiero stretto".

I sindacati dal canto loro propongono di parlare direttamente col premier Gentiloni al fine di sincerarsi che la ristrettezza del sentiero non vada ad eludere gli impegni già presi dal Governo e non sia una scusa, dice Camusso (Cgil) per non rispondere alle nostre richieste. La mobilitazione, annuncia, è alle porte!