L'Istat conferma i dati sulla mortalità degli italiani e per le Pensioni di vecchiaia Inps, nonché per la pensione anticipata, occorreranno, presumibilmente, cinque mesi in più di lavoro e di contributi per l'uscita dal 1° gennaio 2019. Tutto, dunque, nelle previsioni: l'Istituto di Statistica ieri ha diffuso la nota sulla mortalità della popolazione: l'adeguamento delle pensioni alla speranza di vita determinerà la probabile uscita a 67 anni pieni tra poco più di un anno, mentre per le pensioni anticipate occorrerà l'età minima di 64 anni o di 43 anni e 3 mesi di contributi (per gli uomini) e di 42 anni e 3 mesi (per le donne).

Nel dettaglio, i dati Istat confermano che, a 65 anni, l'aspettativa di vita rileva un aumento a 20 anni e 7 mesi, allungandosi di circa 4 mesi (20 anni e 3 mesi) rispetto ai dati emersi nel 2013.

Ultime notizie pensione anticipata e vecchiaia Inps 2017: quale uscita con adeguamento età

Con questi valori, pertanto, le pensioni di vecchiaia Inps, con tutta probabilità, saliranno dall'età minima di uscita di 66 e sette mesi, valida fino al 31 dicembre 2018 per tutte le categorie di lavoratori (uomini e donne, dipendenti e autonomi, privati e statali) ai 67 anni.

Lo stesso incremento si registrerà per le pensioni anticipate che aumenteranno di cinque mesi partendo dal requisito attuale dei 63 e sette mesi. Ora spetterà al Governo Gentiloni o al prossimo Esecutivo recepire i dati dell'Istat e tradurli nel provvedimento che fisserà i nuovi requisiti delle pensioni anticipate e di vecchiaia Inps. Come si potrà verificare la propria uscita per la pensione di vecchiaia?

Il meccanismo è alquanto semplice e basterà prendere in considerazione la propria data di nascita. Infatti, se fino al 31 dicembre 2017 usciranno i contribuenti che abbiano la data di nascita non oltre maggio 1951, nel 2018 l'uscita sarà garantita ai nati entro lo stesso giorno dell'anno successivo (del 1952). Con l'aumento della pensione di vecchiaia a 67 anni dal 2019, l'uscita sarà possibile per i nati entro il 31 dicembre del '52 (i 5 mesi in più di requisiti, pertanto, riducono la platea di chi potrà andare in pensione), mentre per il 2020 a 67 anni andranno in pensione i nati entro l'anno 1953.

Pensione vecchiaia 2017, ultime novità su adeguamento età di uscita dal 2019

Tuttavia, gli aggiornamenti di età di uscita della pensione di vecchiaia Inps e delle pensioni anticipate si susseguiranno nel tempo. Anzi, se attualmente gli aumenti sono previsti ogni tre anni, il biennio 2021/2022 inaugurerà gli aumenti ogni due anni. Per il 2021, infatti, è previsto un nuovo incremento di età di uscita per le pensioni anticipate e di vecchiaia di tre mesi.

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Si passerà, pertanto, a pensioni minime all'età di 67 anni e tre mesi, con date di nascita non più recenti di fine settembre del 1954 e del 1955 (per il 2022). Gli aumenti di età successivi saranno di 2 mesi. Nel 2023/24 la pensione di vecchiaia Inps è fissata a 67,5 (nati entro luglio del 1956 e del 1957), nel 2025/26 l'uscita per la vecchiaia slitterà a 67,7 (nati entro maggio 1958 e del 1959). Con i due mesi in più del 2027/2028 (uscita a 67,9), si potrà verificare che la propria data di nascita non sia più recente del marzo del 1960 e del 1961.

Nel 2029/2030 la pensione di vecchiaia Inps salirà ancora a 67,11 (per la verifica, le date di nascita sono gennaio 1962 e 1963). SI supereranno i 68 anni (68 anni e un mese) nel biennio 2031/32: potranno andare in pensione Inps i contribuenti che siano nati entro il 30 novembre del 1963 e del 1964.

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