Le ultime notizie sulle Pensioni 2017 ci giungono da un interessante confronto che abbiamo avuto con l'onorevole del Pd Anna Giacobbe. Moltissime le richieste di chiarimenti che ci sono pervenute in questi giorni, tra queste: chi potrà effettivamente usufruire dello stop dell'adv dal 2019? Quali 'apisti' saranno ricompresi? I precoci che svolgono mestieri gravosi avranno l'incremento dei 5 mesi nella quota 41 o saranno esenti dall'incremento? Che ne sarà dell'opzione donna nella prossima Legge di Bilancio 2018?

Ecco la preziosa intervista che l'onorevole ci ha rilasciato, permettendoci di chiarire ogni dubbio. La ringraziamo fin da ora per la sua disponibilità.

Riforma pensioni e stop adv dal 2019:chiarimenti su caregivers, disoccupati e invalidi

- Lo stop dell'adv al 2019, se ho ben compreso, sarà concesso a quanti svolgono /hanno svolto uno dei mestieri considerati gravosi che il Governo ha inserito nelle 15 categorie, aumentando di 4 quelle già presenti nella circolare 100 relative all'ape sociale. I lavoratori si chiedono dunque se resteranno purtroppo esenti dal beneficio tutti gli altri 'apisti', mi passi il termine.

Ossia se andranno incontro all'adeguamento dell'età pensionabile sia i caregivers, quanto i disoccupati, quanto gli invalidi precedentemente, invece, inseriti tra le categorie meritevoli di tutela.

Gli "apisti" diversi dai gravosi: per chi utilizza l'ape sociale in questo anno e nel prossimo, non scatta l'adv perché nel 2019 percepiranno, appunto, l'ape, rimarranno "tra le categorie meritevoli di tutela".

Per chi maturerà i requisiti per l'ape sociale (gravosi e diversi) dal 2019 in avanti, è decisivo che l 'ape sociale sia prorogata, intanto al 2019 e poi resa strutturale, cosa su cui anche il governo si è impegnato (nel documento consegnato ai sindacati è scritto: "10) con l’obiettivo di consentire la proroga e in prospettiva la messa a regime dell’istituto dell’Ape sociale al termine del periodo di sperimentazione, l’accantonamento in un apposito fondo dei risparmi di spesa, come eventualmente accertati per gli anni 2019 e seguenti attraverso la rideterminazione delle previsioni di spesa nell’ambito dei limiti di spesa programmati.".

Diversamente anche le 15 categorie di gravosi andrebbero in pensione con 66 anni e 7 mesi anziché 67; ma con l'ape sociale vanno a 63, seppure con gli altri requisiti e limitazioni previste. Spero di essere stata chiara. Il Senato ha fatto una parte del lavoro, sulla base dell'emendamento presentato in Commissione Bilancio dal Governo; vedremo quali margini ci saranno alla Camera per ulteriori interventi in materia previdenziale.

Precoci, finalmente una buona notizia

-I lavoratori precoci che svolgono mestieri gravosi potranno usufruire dello stop dell'adv dal 2019?

Per quanto riguarda i precoci che fanno lavori gravosi, la sospensione dell'applicazione della adv riguarda anche loro: è previsto che valga sia per le pensioni di vecchiaia, sia per il "requisito contributivo per l'accesso alla pensione anticipata".

Opzione donna al 2018 difficile, ma le donne restano in credito

- A suo avviso l'emendamento pro proroga opzione donna al 2018 a firma Bellot Bisinella Munerato ha possibilità di essere ripreso in considerazione?

Per opzione donna, quella che negli anni scorsi era definita proroga, era una interpretazione autentica della norma, di una misura sperimentale, che aveva una sua scadenza. L'aver quantificato da parte dell'INPS in due miliardi e mezzo il costo della copertura di nove mesi, e la richiesta di ulteriori risorse per sanare anche il quarto trimestre, rende difficile una proroga per un tempo significativo.

L'utilizzo dei risparmi di quegli stanziamenti è condizionato al fatto che il diritto è "cristallizzato", cioè chi non lo ha ancora esercitato potrebbe farlo in futuro: infatti non c'è un termine entro cui presentare domanda a pena di decadenza. Per opzione donna (come per gli esodati) esiste anche un altro problema, che vogliamo risolvere: la possibilità di utilizzare il cumulo tra gestioni diverse per maturare i requisiti previsti. Le donne rimangono comunque in credito, troppo poche le misure per alleggerire una condizione particolarmente pesante dopo la legge Fornero

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