Con l'aumento prospettato dalla riforma delle Pensioni di Fornero a partire dal 1° gennaio 2019, con la pensione anticipata a 64 anni di età e le pensioni di vecchiaia a 67 anni, cambierà l'uscita per chi è nato negli anni '50. Fino alla fine del 2017 e per tutto il 2018 la pensione di vecchiaia continuerà a maturare a 66 anni e sette mesi, tre anni in più della pensione anticipata. Per chi non volesse sottoporsi alle incertezze dell'età di uscita, occorrerà dimostrare di aver contribuito per 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata di soli contributi.

Le donne, per questa uscita, avranno la possibilità di andare in pensione anticipata con un anno in meno di versamenti. Ma con i 5 mesi in più che potrebbero scattare tra poco più di un anno, i requisti di uscita per le pensioni cambieranno radicalmente e molta gente rimarrà bloccata a lavoro. I primi a subirne le conseguenze saranno i più vicini alle pensione, i nati negli anni Cinquanta.

Ultime novità oggi pensioni di vecchiaia e pensione anticipata 2017: requisiti età uscita

Secondo quanto calcolato da Il Messaggero, infatti, sarebbero almeno ottantamila i contribuenti che dovrebbero rimandare l'uscita per le pensioni di vecchiaia o per la pensione anticipata.

E sono i lavoratori nati nell'anno 1952, classe che verrà letteralmente spaccata in due da chi potrà andare in pensione e da chi dovrà continuare a lavorare, salvo poi poterci andare mesi dopo. Infatti, secondo quanto calcolato dal quotidiano romano, nei primi sei mesi del 2016 i nuovi contribuenti che sono andati in pensione anticipata o in pensione di vecchiaia sono stati 140 mila, all'incirca lo stesso numero dei nuovi pensionati dell'anno corrente, il 2017.

Ma nel 2016, anno nel quale si è avuto l'ultimo adeguamento dell'età di uscita per tutto il triennio 2016/2018 (le pensioni di vecchiaia sono passate da 66,3 a 66,7 e le pensioni anticipate da 63,3 a 63,7 o, per i contributi, da 42,6 a 42,10 e le donne da 41,6 a 41,10), le uscite hanno mostrato un calo netto di 80 mila lavoratori. Più o meno, secondo Il Messaggero, quanti ne mancheranno all'appello nel 2019.

O forse anche di più, dato che l'aggiornamento alla speranza di vita sarà di 5 mesi, anziché di quattro.

Pensione vecchiaia e pensioni anticipate 2017: chi dovrà rimandare uscita?

Continuando lo studio sulle pensioni anticipate e sulla pensione di vecchiaia dal 2019 con i nuovi possibili requisiti di età e di contributi in uscita, la classe 1952 dovrebbe registrare 60 mila uscite in meno alle quali si aggiungerebbero altre migliaia di lavoratori statali e di altre categorie. Infatti, chi è nato nel 1952, già penalizzato dalla riforma Fornero nel momento in cui entrò in vigore la legge, dovrà fare attenzione alla propria data di nascita.

Infatti, chi fosse nato entro la fine di maggio potrebbe uscire a 66 anni e sette mesi entro la fine del 2018. I lavoratori che, invece, fossero nati a partire da giugno del 1952 maturerebbero il nuovo requisito di uscita solo nel 2019, ovvero i 67 anni di età. La prima data utile per andare in pensione di vecchiaia, slitterebbe, pertanto di sei mesi e sarebbe fissata al massimo a luglio del 2019. Per le pensioni anticipate, invece, occorreranno cinque mesi in più di contributi: 43 anni e 3 mesi per i lavoratori, mentre le donne beneficeranno di 12 mesi in meno di versamenti.

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!