E' stato depositato presso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati un emendamento alla Manovra 2018 da parte della Responsabile Politiche del Lavoro del Pd, Chiara Gribaudo, che mira a scardinare uno dei pilastri della riforma Poletti. E cioè la durata a 36 mesi dei contratti a tempo determinato. L'obiettivo dell'emendamento, a quanto è dato sapere, è ridurre questo periodo a 24 mesi, in modo da passare più velocemente a dei contratti di lavoro più stabili, riducendo la disoccupazione, sopratutto giovanile, e aumentando la buona occupazione.

Come si è giunti a questa decisione

La presentazione dell'emendamento sui contratti a tempo determinato è frutto di un vero e proprio accordo politico tra tutti i partiti della maggioranza che sostiene il Premier, Paolo Gentiloni. E', quindi, molto probabile se non certo che l'emendamento verrà approvato andando a modificare la disciplina del contratto a tempo determinato. Come ha spiegato la Gribaudo si vuole eliminare ogni forma di precarietà, e a questo scopo la maggioranza è disponibile a valutare dei correttivi.

Anche se, per il momento, non si sa quale sarà la sorte dei contratti a tempo determinato a 36 mesi che sono, attualmente, in scadenza.

Secondo alcune indiscrezioni si sarebbe pensato di mettere mano alla riforma del contratto a tempo in quanto, da recenti statistiche, risulta largamente abusato. Anche se non sembra che sia stata accolta la proposta fatta di recente dal Presidente dell'Inps, Tito Boeri, di ridurre da 5 a 3 le possibili proroghe del contratto a termine per poi passare a quello a tempo indeterminato a tutele crescenti.

L'opinione di Confindustria

Da parte sua, Confindustria, per bocca del suo Presidente, Vincenzo Boccia, si dice contraria ad una modifica dell'attuale disciplina dei contratti a tempo. Questo perché, secondo l'opinione dell'associazione degli industriali, questo strumento si è rivelato estremamente efficace nell'aumentare sia l'occupazione, che la produttività e, di conseguenza, la crescita economica dell'intero Paese.

Sulla stessa lunghezza d'onda il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, teme che una stretta sulla durata dei contratti a termine avrà come conseguenza immediata una riduzione dell'occupazione che si tradurrà, dal lato delle imprese, in minore crescita e maggiori difficoltà.

I possibili rischi per i lavoratori

Secondo l'opinione di diversi esperti di diritto del lavoro come Arturo Maresca, ordinario di Diritto del Lavoro alla Sapienza di Roma, andare a modificare la durata del contratto a tempo non inciderà significativamente sulla pratica di stipulare contratti di lavoro di brevissima durata.

Il problema, inoltre, sempre secondo Maresca risiede anche nel disciplinare dovutamente la fase transitoria tra le vecchie e nuove disposizioni. In caso di errori di disposizione si potrebbero danneggiare contemporaneamente le aziende e i lavoratori rischiando di generare nuova disoccupazione.

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