Continua a tenere banco l'argomento della riforma pensioni 2017 dopo i recenti incontri che ci sono stati tra il Governo e le forze sindacali e negli ultimi giorni è spuntata una norma che permetterà l'uscita anticipata ad alcune categorie ben sette anni prima invece che quattro com'era stabilito fino a questo momento. Intanto è arrivato il primo ok da parte del Senato alla manovra proposta dal Governo proprio in merito al sistema previdenziale. Secondo quanto riportato dal sito PensioniOggi.it, infatti, è stata votata ieri la manovra contenente le varie modifiche da apportare che andiamo ad esaminare qui di seguito una per una.
Riforma pensioni: niente aumento dell'età per i lavoratori gravosi
Il correttivo più rilevante riguarda sicuramente quello dell'età pensionabile, in merito allo stop dell'aumento legato all'aspettativa di vita. Per le categorie di lavoratori gravosi, infatti, tra coloro i quali hanno effettuato questo tipo di attività per almeno sette anni negli ultimi dieci e a condizione che ci siano 30 anni di contributi, il meccanismo dell'aumento dell'età a 67 anni non scatterà. I lavoratori gravosi sono le famose quindici categorie di cui si sta parlando da diverso tempo.
Riforma pensioni: le novità su APe social e Quota 41
Ci sarà anche lo sconto per le donne madri, che sarà di sei mesi per ciascun figlio entro un massimo di due anni e l'estensione dei due strumenti anche a coloro i quali hanno avuto una disoccupazione causata dalla scadenza naturale del contratto di lavoro.
Questo, però, a patto che nei tre anni precedenti la cessazione del lavoro, ci siano stati periodi di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi. Per quanto riguarda l'APe volontaria, invece, ci sarà la proroga fino al 31 dicembre 2019.
Riforma pensioni: news anche per l'assegno di esodo
Come vi abbiamo già detto nei giorni scorsi, infatti, c'è stato anche il via libera per estendere l'assegno di esodo: si passerà dai quattro anni previsti dalla legge Fornero ai sette anni per l'anticipo pensionistico. Questo, però, soltanto per le aziende del settore privato e che hanno più di 15 dipendenti per ristrutturazione aziendale, previo accordo con i sindacati del lavoro. Tante novità che presto prenderanno il via dunque.
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