Il 2018 è cominciato da poco e ben presto gli aspiranti docenti, abilitati e non, potranno sostenere il tanto atteso concorso per diventare di ruolo. Come sappiamo, eliminato il Tfa (Tirocinio Formativo Attivo) è stato predisposto dal Miur un nuovo percorso di formazione per i docenti, della durata di tre anni, il cosiddetto FIT. Non tutti, però, con la solo alla laurea hanno diritto ad accedere a questo percorso, ed in particolare gli aspiranti docenti non abilitati.

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Infatti il Miur ha deciso che i docenti abilitati possono partecipare liberamente al FIT, sostenendo un concorso non selettivo basato su titoli e servizio. Il bando per i docenti abilitati dovrebbe uscire a giorni, così come ha dichiarato la ministra Fedeli, la quale ha specificato che tale bando è pronto già da diverse settimane. Gli aspiranti docenti non abilitati dovranno, invece, fare un percorso più lungo in quanto non hanno dal principio i requisiti principali per poter accedere al FIT.

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Infatti il Ministero dell’Istruzione ha deciso che per partecipare i candidati non abilitati dovranno acquisire 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche.

Ecco tutte le info necessarie per partecipare al concorso dei non abilitati

In molte università i corsi sono partiti da diverse settimane, in altri invece i corsi devono essere ancora attivati. Quello che è certo è che è stato registrato un vero e proprio boom di adesioni ai corsi per acquisire i 24 CFU organizzati dai dipartimenti universitari proprio perché tantissimi candidati hanno intenzione di aderire al bando per i non abilitati.

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Ricordiamo che lo studio di queste discipline non è utile solo all’acquisizione dei 24 CFU, ma anche al superamento del concorso in questione per diventare di ruolo. Infatti la seconda prova scritta del concorso verterà proprio sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e dunque è consigliato uno studio approfondito della materia. L’acquisizione dei crediti formativi ha un costo massimo complessivo di 500 euro e non ha nessun effetto sul superamento del concorso, in quanto è solo un requisito minimo indispensabile.

Infine c’è da sottolineare che la vincita del concorso non comporta il ruolo immediato o la firma del contratto a tempo indeterminato. Difatti coloro che vinceranno saranno immessi in una graduatoria di merito regionale che dovrà scorrere in base ai titoli e al servizio.

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