In occasione del referendum consultivo per l’autonomia della Lombardia svoltosi lo scorso 22 ottobre, la Regione ha speso circa 23 milioni di euro per acquistare 24.000 tablet. In molti avevano giudicato la spesa eccessiva, un vero e proprio spreco.
Roberto Maroni, però, a chi gli aveva fatto notare che la Regione Veneto, per lo stesso referendum, aveva speso quasi 4 volte di meno, presentando le “voting machine” realizzate dalla società Smartmatic, aveva parlato di investimento. Il presidente della Regione Lombardia, infatti, aveva spiegato che, dopo il 22 ottobre i i tablet sarebbero andati in dotazione alle scuole come "strumento didattico".
Le scuole coinvolte (al momento 60 istituti) però, non sembrano particolarmente soddisfatte dei nuovi dispositivi.
Non chiamateli tablet
Una delle peculiarità dei tablet dovrebbe essere la portabilità. E i dispositivi acquistati dalla Regione Lombardia sono tutt'altro che portatili: pesano ben 2 kg e la loro forma concava li rendono ingombranti e poco comodi. Luciano Giorgi, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Erasmo da Rotterdam di Cisliano, puntualizza: "non sono dei tablet: anche il touchscreen è poco responsivo. E' impossibile farli usare ai ragazzi, Forse, collegando via usb un mouse, potremmo trasformarli in registro elettronico per i professori". Ironizza, invece, Alfonso Iannice, vicepreside dell’Istituto comprensivo Buonarroti di Corsico: "Sicuramente non ce li ruba nessuno e, visto il loro peso, i bambini non li faranno cadere tanto facilmente!": Poi, però, torna serio e aggiunge "il sistema operativo Ubuntu rappresenta un bel problema: questo sistema operativo gratuito - montato per non pagare licenze commerciali - è incompatibile con la maggior parte degli applicativi e dei software".
Francesco Fumelli, docente di linguaggi multimediali all’ISIA di Firenze, spiega, infine, che questi dispositivi non sono solo scomodi, ma sono decisamente poco potenti se si intende utilizzarli come risorse hardware per un utilizzo generico.
Identity management device
Se non sono tablet, questi dispositivi regalati da Maroni, cosa sono? Smartmatic, società produttrice, li definisce identity management device, ossia “dispositivi per l’identificazione”. Quando, nel 2015 la Regione indissi il bando di fornitura, la Smartmatic introdusse nel proprio progetto, alla pagina 10 per la precisione, la possibilità di riconfigurare i dispositivi installando un 'sistema operativo di tipo commerciale' così da 'fornire le funzionalità di un tablet commerciale'.
Pare, però, che questo procedimento non sia stato eseguito.
Nei prossimi mesi
Per ora, i tablet del referendum sono stati inviati a 60 istituti della Lombardia, in via sperimentale. Nei prossimi mesi, però, altre 23.000 voting machine ricondizionate saranno messe a disposizione delle scuole e delle amministrazioni pubbliche che ne faranno richiesta. Anche se, visti i forti limiti evidenziati, è probabile che i dispositivi rimangano nei magazzini del Pirellone fino al prossimo referendum.