Nei tempi magri della smaterializzazione del lavoro arriva la figura innovativa del consulente filosofico. Una novità assoluta promossa dall'istituto IFACE del professore Guido Traversa, presidente dell'Istituto che annovera numerosi luminari della filosofia applicata. Questa materia, a volte relegata ad una dimensione atavica del pensiero umano, resta invece attualissima per la nuova dimensione cognitiva del lavoro, che sta passando dall'uso di strumenti fisici (hardware) alla funzione immateriale (software).

Questo delicato passaggio che sta interessando l'intero pianeta, ci consente di avvalorare ancora di più la teoria che un "soccorso filosofico" serve ora più che mai. Oltre alla funzione clinica di risoluzione dei conflitti, il consulente è e fa ciò che ogni filosofo ha fatto e deve fare: capire l'esperienza.

La filosofia per capire il lavoro che cambia

Ma entriamo nella sfera decisiva dell'impianto filosofico: l'identità. Attraverso una serie di studi e momenti formativi la categoria del consulente filosofico si inserisce nell'antico paradigma della rappresentatività, sempre molto difficile tra le classi subalterne, dove il sindacato non ha posto alcun rimedio pratico tra problemi sociali e l'avanzamento strutturale e decisionale delle aziende più o meno grandi.

Ci riferiamo al grande "esodo" che negli anni della Terza Rivoluzione Industriale sta interessando tutti i settori, ma in particolare quello del manufattiero. Le grandi aziende presenti sul territorio nazionale- incluse le piccole aziende satellite -(coloro che curano una parte specifica del lavoro) sono state spazzate via dal peggioramento del monte-salario e dalla mancata richiesta interna al Paese.Tutto ciò si racchiude in un enorme calderone che i lavoratori percepiscono attraverso chiusure e mancanza di possibilità.

Questo "soccorso filosofico" riesce a tradurre i fenomeni del lavoro organizzato, attraverso incontri che acquisiscono le capacità di un abito, etico ed estetico, utile ai principi che guidano le proprie azioni. Deve, così praticare e far praticare l'esperienza della bellezza, per come essa si esprime nella arte e nelle forme di vita.

Esiste un elenco dei consulenti filosofici IFACE che consente di interagire con l'istituto e - attraverso un vademecum - si può partire (con questa qualifica) immediatamente con iniziative di carattere sociale, che alimentano il destino più o meno deindustrializzato della società moderna.

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