Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 5 aprile 2018 vedono arrivare nuove prese di posizione contro vitalizi e assegni d'oro. Nel frattempo prosegue il dibattito sulla flessibilità previdenziale, mentre il sindacato USB esprime la propria preoccupazione in merito allo stato dell'Inps. Dalla legge di bilancio 2018 emerge l'opzione della RITA, sulla quale cresce l'interesse per la possibilità di anticipare l'uscita dal lavoro fino a 10 anni rispetto ai requisiti ordinari di vecchiaia. Infine, arrivano importanti aggiornamenti anche in merito alla portabilità europea dei fondi pensione.

Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Meloni (FdI): contro i vitalizi battaglia storica per il partito

La leader dei Fratelli d'Italia è tornata a puntare il dito contro i vitalizi, definendola per il proprio partito come "una battaglia storica". Secondo Giorgia Meloni la soluzione migliore consiste nel ricalcolo contributivo "sia per i vitalizi che per le pensioni d'oro, ossia quelle che superano i 5mila euro netti al mese", perché "non sono diritti acquisiti, ma dei soprusi che uno Stato giusto ha l'obbligo morale di cancellare: Fratelli d'Italia lo sostiene da sempre".

Per questo motivo, "sicuramente sosterremo qualsiasi proposta per cancellare questo scempio dei vitalizi, con la volontà di allargare il provvedimento anche alle pensioni d'oro, che vanno tagliate e ricalcolate sulla base dei contributi versati".

Pensioni flessibili: con la RITA fino a 10 anni di anticipo

La discussione in essere sulla flessibilità previdenziale prosegue su binari molto accesi, ma nel frattempo stanno diventando operative le ultime opzioni di prepensionamento previste con la legge di bilancio 2018.

Tra queste una di quelle che consente maggiore anticipo è la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) dei fondi pensione. L'opzione permette l'uscita anticipata dal lavoro con un vantaggio potenziale di tempo fino a 10 anni rispetto alla data ordinaria secondo la quiescenza di vecchiaia. Il provvedimento prevede però l'iscrizione alla previdenza complementare, un accantonamento sufficiente a rendere sostenibile l'erogazione e la presenza di specifiche condizioni di disagio.

Tra queste, la cessazione dell'attività lavorativa per almeno 24 mesi.

Loy (CIV): per flessibilizzare le uscite serve avere più occupazione

"Per dire che possono andare in pensione tutti a 62 o 63 anni, bisogna alzare quel tasso di occupazione e avere più persone che lavorano". Lo ha affermato il Presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza INPS (CIV) Guglielmo Loy, intervenendo durante l'assemblea precongressuale della UIL. "Abbiamo sempre ribadito che la Fornero è stata una cattiva legge, perché parte da un presupposto sbagliato e cioè che le persone sono tutte uguali" spiega Loy, sottolineando però che non può essere abrogata, ma solo profondamente modificata.

"Sennò si rischia di caricare sulle tasse dei cittadini un costo, e non so se in questo momento il paese può reggere ulteriore un aumento della pressione fiscale”.

L'USB lancia un nuovo allarme sullo stato dell'Inps

Il sindacato USB esprime la propria preoccupazione in merito allo stato dell'Istituto pubblico di previdenza, sottolineando che al calo drastico dei dipendenti si aggiungono le difficoltà materiali. "Eravamo in 125 lavoratori all’Inps di Lodi, a cui si sono aggiunti una quindicina provenienti dall’Inpdap" ha sottolineato Michele Riccardi, rappresentante sindacale. "Ora siamo in 86. Facciamo fatica a star dietro ai nostri compiti" e mancherebbe addirittura la carta, tanto che "dobbiamo portarcela da casa".

Fondi pensione europei: parere favorevole per i PEPP

Il Parlamento Europeo promuove i nuovi fondi pensione europei. La Commissione affari economici ha infatti espresso un giudizio favorevole sulla relazione di progetto riguardante i PEPP, ovvero i nuovi piani pensionistici individuali paneuropei. Si tratta di un riscontro importante dopo che da Bruxelles era giunta recentemente una nuova proposta di regolamento. A risultare particolarmente interessante sarebbe il principio di portabilità, che consente al lavoratore di mantenere i vantaggi del secondo pilastro previdenziale nel caso di un trasferimento per lavoro in un altro Paese dell'UE.

In questo modo, si potranno conservare anche nella mobilità lavorativa internazionale i diritti derivanti dall'iscrizione alla previdenza integrativa.

Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori qualora desiderino aggiungere un commento nel sito o nella pagina Facebook "riforma pensioni e lavoro" in merito alle ultime novità su lavoro e previdenza riportate nell'articolo.

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