Tutti i comparti della Pubblica Amministrazione hanno un nuovo contratto. Tra la fine del 2017 e gli inizi del 2018, in tutti i settori della Pubblica Amministrazione la piattaforma del rinnovo è stata completata. Aran e sindacati hanno terminato il loro lavoro e adesso i nuovi contratti devono essere valutati dalla Corte dei Conti.

Un primo giudizio da parte dei giudici c’è stato per quanto riguarda il rinnovo degli oltre 200mila dipendenti del comparto Funzioni Centrali, i cosiddetti Ministeriali.

Un giudizio non certo positivo, perché la Corte dei Conti ha mosso appunti circa la mancata meritocrazia inserita nella piattaforma di rinnovo. Il giudizio negativo sul documento, però, non ha di certo bloccato l’aumento e gli arretrati dovuti ai lavoratori secondo gli accordi ormai raggiunti e non più rinviabili come sentenza della Consulta vuole.

Adesso bisogna completare lo stesso percorso anche per i comparti che rappresentano il grosso dei dipendenti pubblici, cioè Scuola, Sanità e Forze Armate e dell’Ordine.

Ma quando arriveranno i tanto attesi aumenti?

Le cifre

Una cosa che va sottolineata è che in nessun comparto c’è stata l’unanimità di firma da parte dei sindacati. Basti pensare a cosa è successo nella Scuola, con Snals e Gilda che non hanno voluto sottoscrivere l’accordo. I nuovi contratti sottoscritti a febbraio 2018 sia per il comparto scuola che per quello delle forze dell'ordine, Sanità ed Enti Locali, presentano cifre che a molte sigle sindacali non sono piaciute.

Altra cosa da sottolineare è che non è detto che arretrati ed aumenti siano coincidenti, cioè erogati nello stesso mese. Si dovrebbe partire dalla cifre arretrate che riguardano il biennio 2016-2017 ed i primi mesi del 2018. Il contratto infatti ha decorrenza 2016 e scadrà a dicembre 2018, quando si ripartirà con le trattative per il nuovo rinnovo. Nella Scuola, come importi netti che riguardano un biennio intero di lavoro più qualche mese del 2018, si va da un 271 a 412 euro.

Arretrati che arrivano a massimo 556 euro per le Forze dell’Ordine ed a 512 euro per le Forze Armate.

Le possibili date della scuola

Sia aumenti che arretrati vanno calcolati e differenziati a seconda del profilo di inquadramento, del ruolo svolto, dal grado ricoperto e dall’anzianità di servizio. Nessun accenno a differenze per quanto riguarda il merito o la produttività degli Enti e per questo la Corte dei Conti ha, di fatto, bocciato il rinnovo per i Ministeriali e si appresta, salvo sorprese, a fare lo stesso per tutti gli altri comparti.

Come riportano diversi siti entro la fine di questo mese, cioè aprile Il Ministero dell’Istruzione per quanto riguarda la Scuola, potrebbe caricare un cedolino con emissione speciale sul portale NoiPa.

L’emissione speciale che riguarderebbe solo gli arretrati. Per maggio poi si dovrebbe provvedere a concedere gli aumenti di stipendio con gli 85 euro di aumento lordo pro capite, garantito a tutti, anche ai collaboratori scolastici e gli Ata, dall’elemento perequativo.

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