Il 19 aprile è stato firmato il contratto che prevede l'erogazione degli aumenti ai lavoratori del comparto Scuola. Il contratto, in essere già da 8 anni, ha finalmente visto la sua nuova siglatura. Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro riguarda l'ultimo triennio e il 20 aprile è stato messo in essere. Nel prossimo mese i docenti potrebbero già beneficiare degli aumenti nonché degli arretrati sugli stipendi. Il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli si è detta soddisfatta del risultato raggiunto: il rinnovo consentirà un giusto riconoscimento professionale ed economico.

Aumenti stipendi docenti

L'aumento degli stipendi ha coinvolto circa un milione di lavoratori del comparto scuola. Quanto stabilito nel novembre 2016 viene riconosciuto a titolo economico ai docenti che svolgono un ruolo di primaria importanza nella nostra società nella formazione di giovani menti. Gli incrementi sono così suddivisi: incremento stipendiale di 96 euro al mese per i docenti in linea con il loro grado di anzianità, per i docenti Afam l'aumento è di circa 105 euro, mentre per gli ATA è di circa 89 euro.

Si è cercato di non penalizzare il beneficio introdotto dal governo Renzi degli 80 euro al fine di non eliminare un surplus per apportarne un altro.

Lettera sfogo di un docente

Non tutti hanno la stessa visione della situazione in essere: se da un lato troviamo il ministro Valeria Fedeli soddisfatta del traguardo raggiunto è possibile osservare che molti sono gli scontenti. Un docente in particolare ha scritto una lettera di sfogo all'interno della quale evidenzia tutto il proprio malcontento.

I benefici ottenuti sono definiti modesti, i contratti sostanzialmente vengono definiti non modificati in senso reale nonché l'aspetto economico è stato limitato oltremodo, quasi un contentino, dovuto alla mancanza di fondi. Si lamenta la differenza di benefici, anche economici, dei quali i dirigenti scolastici hanno goduto con il loro aumento di oltre 400 euro contro i 50 euro netti dati agli insegnanti.

Non resta che attendere per vedere se le figure preposte raccoglieranno l'amaro sfogo di un insegnante, che potrebbe anche rappresentare il parere di altre centinaia di suoi colleghi. O se tutto cadrà nel vuoto e se per garantire un ulteriore riconoscimento dei meriti del lavoro dei docenti sarà necessario attendere un accordo che arriverà tra altri 10 anni.

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