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Il sindacato SINLAI, tramite il suo Segretario Nazionale Valerio Arenare, nuovamente all'attacco delle Cgil e del suo Segretario Generale Susanna Camusso [VIDEO]. Dopo le recenti polemiche sulle morti sui posti di lavoro quando il Sicel ha affisso, in molte città Italiane, nei pressi delle sedi del sindacato Cgil degli striscioni di protesta che scatenarono l'ira dei sindacalisti della triplice e che vide l'intervento anche di molti politici di sinistra, il Sindacato, vicino al movimento politico Forza Nuova, rincara la dose accusando la Cgil di aver dimenticato completamente il principale ruolo di un sindacato, ovvero quello di difendere i lavoratori Italiani, per dedicarsi completamente ai lavoratori extracomunitari e a manifestazioni politiche anti- fasciste e a manifestazioni folkloristiche come il gay pride.

Tutte attività che nulla hanno a che vedere con la reale attività dei sindacati.

La partecipazione della Camusso a 'Magliette rosse'

L'oggetto del nuovo attacco, da parte del Sinlai, è la partecipazione della Camusso all'iniziativa 'Magliette rosse' che i sindacalisti hanno indossato accogliendo l'invito di associazioni e vip a difesa dell'integrazione e della democrazia. La risposta di Arenare è stata dura: 'Noi vestiamo nero e pensiamo ad arrestare l'emorragia occupazionale. Il paradigma umanitario e buonista della sinistra ha miseramente fallito. Il Sindacalismo Nazionale spazzerà via i traditori del popolo Italiano ed egemonizzerà il consenso popolare'. Il Sinlai continua dalla sua pagina Facebook a minacciare altre iniziative di protesta affinché, come dichiarato da Arenare, 'I sindacati e le associazioni di categoria ritornino a fare il proprio lavoro e lascino la Politica ai partiti politici e il folklore alle associazioni come l'arci-gay.

Altrimenti smettano di dichiararsi a difesa dei lavoratori e cambino il loro statuto da associazione sindacale ad associazione culturale perché avrebbe più senso'.

Nessuna risposta da parte di Cgil, Cisl e Uil alla nuova provocazione di Arenare, al contrario di quello che successe in occasione degli striscioni quando da tutti i siti della triplice sindacale si parlò di attacco squadrista fascista e ci fu la secca condanna al gesto, che comunque raggiunse lo scopo, ovvero quello di spingere i sindacati e lo stato ad avviare una serie di iniziative riguardo la situazione sicurezza sui posti di lavoro. Che questo sia l'inizio di un cambiamento nel modo di concepire il sindacato che, giorno dopo giorno, sta perdendo consensi tra i lavoratori per il ritorno ad un sindacalismo più rivoluzionario e fatto in strada più che negli uffici? In ogni caso ci aspetta un autunno interessante dal punto di vista sindacale dopo la pausa estiva.