Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 18 ottobre 2018 vedono emergere le perplessità del Presidente Inps e dell'opposizione in merito alla contemporanea sostenibilità della nuova quota 100, della proroga opzione donna e delle altre misure di flessibilità previste in legge di bilancio 2019. Posizioni contro le quali è arrivata una dura reazione da parte del Governo. Nel frattempo si prospettano rilevanti cambiamenti anche nel metodo di taglio delle pensioni d'oro, con il possibile ritorno alla ribalta del contributo di solidarietà.

Boeri (Inps) lancia un nuovo allarme: in 10 anni costi aggiuntivi per 140 miliardi di euro

Nella giornata di ieri si è registrato il nuovo intervento del Presidente Inps Tito Boeri presso la Camera dei Deputati, durante il quale l'economista ha espresso nuovamente tutta la propria preoccupazione in merito ai prossimi interventi di flessibilità previdenziale. A destare perplessità sarebbero in particolare i costi della nuova quota 100 e dello stop all'aspettativa di vita dopo lo scatto previsto nel 2019.

Interventi che assieme alle altre proposte (la proroga dell'Ape social e dell'opzione donna) arriverebbero a costare fino a 140 miliardi di euro aggiuntivi nel prossimo decennio ed a 400 miliardi in più entro il 2046. Oltre a ciò, anche gli stessi fruitori delle misure dovranno tenere presente che anticipando l'uscita dal lavoro si troveranno a percepire un assegno più basso rispetto a quanto non avrebbero incassato con la quiescenza ordinaria.

Tripiedi (M5S) contro Boeri: fa politica

Dal Movimento 5 Stelle arriva una dura replica alle posizioni espresse dal Presidente dell'Inps Tito Boeri in merito all'equilibrio del comparto previdenziale.

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Pensioni

"È una vergogna che nella Relazione ci siano numeri su quota 100" ha evidenziato Davide Tripiedi, precisando che sulla questione "c'è qualcosa che non va". Secondo l'esponente pentastellato, "non voglio dire che il presidente Inps viene in questa aula a fare comizi politici, ma quando viene a dire che il lavoratore che va in pensione con 38 anni di contributi è un elettore"... "abbiamo fatto battaglie per avere un principio di equità nel sistema pensionistico perché non è accettabile che un muratore a 67 anni stia sulle impalcature" e per questo "è inaccettabile che un presidente dell'Inps venga in Commissione a dire che è un elettore".

Damiano (PD): con le risorse disponibili non è possibile finanziare opzione donna

Anche dall'opposizione si esprimono perplessità in merito all'avvio delle nuove opzioni di flessibilità previdenziale annunciate dal Governo. In particolare, a destare incertezza sarebbero le coperture complessive indicate in legge di bilancio 2019. Dal Def emergono infatti "alcune prime indicazioni: per la Quota 100 vengono stanziati 6,7 miliardi e la stessa cifra per reddito e pensione di cittadinanza" spiega Cesare Damiano.

Cifre che "appaiono molto esigue. Ma quello che sorprende" prosegue l'esponente democratico "è che nelle dichiarazioni alla stampa il Governo annuncia altre misure, non contenute nel documento, come il prolungamento della sperimentazione di opzione donna, che costano miliardi". Provvedimenti sui quali non è chiaro dove saranno reperite le coperture, mentre nel frattempo restano ancora da risolvere i mancati pensionamento degli esodati e dei precoci, che chiedono la quiescenza con la quota 41.

Assegni d'oro: ritorna in auge la possibilità del contributo di solidarietà

Nel frattempo sembra arrivare un nuovo colpo di scena anche in merito al taglio dei cosiddetti assegni d'oro.

Ad essere oggetto di un ripensamento potrebbe essere, in particolare, la modalità di applicazione del provvedimento. Sulla base delle ultime informazioni rilasciate dalle agenzie di stampa, si sta infatti pensando di intervenire tramite il meccanismo del contributo di solidarietà. Una strategia già utilizzata in passato dal Governo Letta in via temporanea e che consentirebbe di superare il rischio di incostituzionalità del provvedimento. D'altra parte, la modalità operativa non cambierebbe la linea del Governo, visto che per lo stesso Movimento 5 Stelle questa strategia di esecuzione consentirebbe di "ottenere lo stesso risultato evitando di incorrere in conflitti con la Consulta".

Anche per la Lega al momento non ci sarebbe ancora una decisione finale su come procedere. La questione sarà certamente oggetto di un'ampia discussione durante il dibattito parlamentare.

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