I nuovi aggiornamenti in arrivo nelle ultime ore sulle Pensioni confermano le misure di flessibilità previdenziale inserite in Manovra, come la quota 100 e la proroga dell'opzione donna. Allo stesso tempo, evidenziano i limiti dei nuovi interventi, a partire dall'esclusione dei lavoratori precoci, la cui misura (quota 41) è stata rinviata al prossimo anno. Nel frattempo dall'opposizione e dai gruppi dei lavoratori si torna ad esprimere preoccupazione per chi vive situazioni di disagio e rischia di trovarsi senza tutela.

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Pensioni anticipate e LdB 2019, verso proroga opzione donna

Nella prossima Manovra ci sarà spazio anche per il pensionamento anticipato tramite la proroga dell'opzione donna. Lo conferma l'Agenzia Ansa, facendo riferimento al comunicato diramato dal Governo dopo l'approvazione della bozza riguardante la legge di bilancio 2019. La misura avrà però criteri di accesso differenti rispetto ai parametri già conosciuti, con l'incremento di un anno del vincolo anagrafico (58 anni se dipendenti, 59 anni se autonome, oltre a 35 anni di versamenti ed il ricalcolo contributivo del futuro assegno).

Salvini (Lega): l'obiettivo resta l'azzeramento della legge Fornero

Dopo l'approvazione della bozza sulla nuova Manovra il Vice Premier Matteo Salvini è tornato a commentare gli impegni presi in relazione alla riforma previdenziale, spiegando che la nuova quota 100 "è 'inizio di un percorso che vale circa 7 miliardi l'anno prossimo" mentre "l'obiettivo finale è azzerare tout court la legge Fornero. Quest'anno diamo una prima sostanziosa iniezione di ossigeno per circa 400mila italiani". In merito alla situazione dei lavoratori precoci, l'esponente leghista ha quindi precisato che al momento le soglie anagrafiche e contributive corrispondono a "62 e 38 anni, ma l'obiettivo è arrivare a 41 anni".

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Dal punto di vista operativo, la nuova legge di bilancio 2019 "non fa miracoli, non moltiplica i pani e i pesci, ma rende la vita migliore ad alcuni milioni di italiani e aprirà opportunità di lavoro per centinaia di migliaia di giovani", ha concluso l'esponente del Governo.

Martina (PD): la Manovra è ingiusta, irresponsabile e pericolosa

Sul testo della nuova legge di bilancio dal partito democratico si esprime grande preoccupazione. È in particolare il Segretario Maurizio Martina a scagliarsi contro un'impianto normativo che "scarica propaganda sui cittadini in maniera vergognosa".

Secondo l'esponente democratico, "a conti fatti le tasse non diminuiscono ma aumentano di 4 miliardi. È un provvedimento che aumenta moltissimo la spesa primaria corrente", mentre anche i contenuti sono pericolosi. A partire dalla "quota 100 per le pensioni. Una misura ingiusta perché si rivolge per il 40% ai lavoratori dipendenti pubblici tagliando il privato. E poi si parla di uomini, non di donne". Sul reddito di cittadinanza Martina ha inoltre parlato di un intervento assistenzialista. "È una misura improduttiva e ingiusta" perché "mette in discussione la lotta contro la povertà che stiamo portando avanti da anni".

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Dal CODS si lancia l'allarme contro l'applicazione dell'AdV per la nuova OD

"Non cadiamo nello stesso errore che fu compiuto dal legislatore nel 2015 (Ldb2016), che non comprese nella riapertura dei termini allora arbitrariamente ridotti le donne nate nell’ultimo trimestre 1957/58, a causa dei 3 mesi aggiuntivi relativi all’Aspettativa di Vita". L'avvertimento è stato lanciato dalla fondatrice del Comitato Opzione Donna Social Orietta Armiliato, che ha ricordato come le stesse donne "dovettero obbligatoriamente essere ammesse l’anno successivo, poiché tale vincolo non è previsto dalla Legge originale. Portiamo quindi la data limite della proroga al 31.12.2019 in modo che le donne nate oltre la data del 31 Maggio 1960 possano accedere e non debbano subire un ulteriore pesante ed ingiusto sopruso", ha concluso l'amministratrice del gruppo.

D'Achille (Pensioni e Lavoro): l'approvazione del Def? Un delitto perfetto

Dal gruppo "Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni" si esprime grande preoccupazione per l'approvazione del Def, parlando di un "delitto perfetto" di cui i mandanti governativi dovranno assumersene la responsabilità. L'amministratore Mauro D'Achille ricorda infatti che con tale impostazione risulteranno colpiti tutti i lavoratori precoci che non potranno accedere alla pensione nonostante abbiano versato più di 38 anni di contribuzione , oltre a coloro che hanno avuto carriere discontinue (prevalentemente donne), gli esodati, i disoccupati che non rientrano nei parametri della quota 100 e coloro che svolgono lavori gravosi. "In compenso, ad essere felici, saranno i laureati, i diplomati, i dipendenti pubblici, i dipendenti privati di grandi aziende che non hanno mai dovuto interrompere il loro lavoro per licenziamento. Buon per loro, di tutto cuore, ma sinceramente da un Governo che si autodefinisce "del cambiamento" sarebbe stato lecito aspettarsi un cambiamento che andasse in direzione delle categorie di lavoratori e lavoratrici più deboli" conclude il gestore del gruppo.