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Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi, 28 ottobre 2018, vedono arrivare un nuovo provvedimento in favore dei piloti e dei lavoratori del comparto aereo, per i quali il requisito di accesso alla pensione di vecchiaia si riduce di ulteriori due anni (arrivando quindi a 7 anni di differenza rispetto ai criteri ordinari). Nel frattempo, l'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero torna a puntare il dito contro il provvedimento di uscita anticipata tramite la quota 100, considerato come eccessivamente oneroso per le casse pubbliche.

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Mentre dall'opposizione si accoglie con favore l'arrivo di un contributo di solidarietà al posto del ventilato ricalcolo agli assegni (a rischio di incostituzionalità).

Manovra 2019, si studia un anticipo di 7 anni per i piloti

Il personale impiegato all'interno del comparto aereo potrà ottenere l'accesso alla quiescenza di vecchiaia con un requisito ridotto fino a 7 anni rispetto a chi svolge altri lavori. È quanto emerge all'interno della bozza del pacchetto di riforma delle pensioni sul quale sta intervenendo il Governo.

Ad oggi, gli stessi pensionandi possono uscire con un anticipo massimo di 5 anni. Al fine di finanziare il provvedimento, sarà resa strutturale la norma che prevede il pagamento di un diritto d'imbarco di 3 euro a tutti i passeggeri in partenza da uno scalo italiano.

Elsa Fornero ancora contro la quota 100

"Fare la quota cento soltanto per sbandierare lo scalpo Fornero mi sembra che non corrisponda ad una scelta saggia per il Paese". Ad affermarlo è lo stesso ex ministro, che ha spiegato come l'opzione sia difficile da rendere strutturale, visti i costi che sarebbero connessi all'operazione.

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D'altra parte, Elsa Fornero appare anche preoccupata per il contesto generale dopo il rinvio della manovra da parte dell'Unione europea. "Vedo che gli unici a non essere preoccupati sembrano i nostri governanti - ha dichiarato l'economista - almeno non tutti, alcuni sono preoccupati anche se poi non mi sembra che agiscano di conseguenza dando solo rassicurazioni", ha concluso il tecnico.

Damiano (PD) sullo scampato pericolo in merito alle pensioni d'oro

Dall'opposizione si punta il dito sulla mancanza di dettagli riguardo la riforma del comparto previdenziale, ma si esprime comunque sollievo in merito al pericolo scampato per le pensioni d'oro.

Ad esprimersi in tal senso è Cesare Damiano, il quale commenta le ultime notizie in arrivo da parte dei media, spiegando che "la proposta di legge di Molinari e D'Uva, i capigruppo di Lega e 5 Stelle alla Camera, verrà definitivamente accantonata. Era una proposta di legge scritta male per due motivi: il primo, perché nel titolo si alludeva al ricalcolo retroattivo dei contributi". Mentre, in merito al secondo motivo, l'esponente democratico ha evidenziato che "si introduceva un criterio pericoloso, cioè quello del ricalcolo retroattivo dell'età".

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Il provvedimento sembra, invece, convergere verso l'applicazione di un contributo di solidarietà, che l'ex presidente della Commissione lavoro alla Camera aveva inizialmente suggerito al Governo come la migliore soluzione da adottare.