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Quota 100 si farà nonostante Bruxelles e le agenzie di rating abbiano bocciato la manovra finanziaria del governo e quindi pure gli interventi previdenziali. Il Ministro dell’interno Salvini, l’altro Vice premier Di Maio e altri esponenti della maggioranza di governo e vicini al dossier della manovra finanziaria spingono all’ottimismo, annunciando continuamente che non ci saranno manovre bis, correttivi e passi indietro per tutto quanto già inserito nella bozza di manovra.

Che la UE sia d’accordo o meno, il governo tira dritto per la sua strada, anche se le difficoltà nella struttura dei provvedimenti in manovra restano tanti. Il capitolo quota 100 è sicuramente uno dei più delicati, perché per esempio, nella Pubblica Amministrazione, l’ingresso di quota 100 nel sistema previdenziale potrebbe rischiare di ingessare la macchina amministrativa.

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Ed ecco che si progetta di imporre alcuni correttivi specifici per i lavoratori statali e per le loro Pensioni. Giulia Bongiorno, Ministro della pubblica amministrazione del governo giallo-verde, ha pubblicamente annunciato che sarà il suo ministero a decidere di comune accordo con il governo come applicare la quota 100 per i comparti della pubblica amministrazione. In estrema sintesi, per i lavoratori statali si userà un meccanismo diverso rispetto agli altri lavoratori.

Le ultime dalla bozza di manovra

Secondo il quotidiano “Il Messaggero”, la prima finestra utile che verrà prevista e che trapela leggendo la bozza del pacchetto pensioni della manovra sarà aprile 2019. Uscita appannaggio solo di chi ha maturato i requisiti entro la fine del 2018. In pratica, solo chi al 31 dicembre 2018 avrà già 38 anni di contributi versati ed almeno 62 anni di età, potrà lasciare il lavoro dal 1° aprile prossimo con quota 100.

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Per i lavoratori statali invece, l’attesa sarà più lunga di 2 mesi per chi al 31 dicembre 2018 avrà chiuso quota 100. Pensione dal 1° giugno e non dal 1° aprile pertanto per i lavoratori statali ad esclusione di quelli della scuola, per i quali l’attesa sarà di un anno esatto. Le finestre per chi invece completa la quota l’anno venturo sarebbe di tre mesi più in là della data in cui si completano i due requisiti utili all’accesso. Anche in questo caso, i 3 mesi sarebbero esclusivamente destinati ai lavoratori privati, [VIDEO] perché nel Pubblico Impiego l’attesa sarà di 6 mesi.

Un autentico esodo

Il sindacato CGIL, da tempo, ha messo in guardia l’esecutivo su quanto potrebbe accadere nel Pubblico Impiego con l’ingresso di quota 100 nel sistema. Secondo il sindacato, dal 2019 al 2021 sarebbero mezzo milione i dipendenti della pubblica amministrazione che centreranno la quota 100. Già si parla di esodo da parte dei lavoratori, un esodo che rischia seriamente di minare la funzionalità degli uffici della pubblica amministrazione.

Ciò che asserisce la CGIL è avvalorato dai numeri, perché statisticamente un lavoratore pubblico su quattro ha una età compresa tra i 58 ed i 67 anni. Dipendenti di età piuttosto elevata che grazie a quota 100 potrebbero anticipare la loro quiescenza. Un anticipo che manderebbe in tilt diversi settori [VIDEO] della macchina amministrativa pubblica, con la sanità in testa che rischia di perdere oltre 200mila addetti.

La soluzione della Bongiorno

Il Ministro Bongiorno, intervenuta alla trasmissione della terza rete Rai “Agorà”, ha di fatto confermato le problematiche di cui ha parlato la CGIL. Il Ministro però ha confermato che si lavora per trovare una soluzione che consentirà ai lavoratori di andare in pensione ed allo stesso tempo che garantirà continuità di azione amministrativa agli uffici. Secondo la Bongiorno, solo dopo che la manovra avrà messo nero su bianco il meccanismo di applicazione di quota 100 si potranno inserire provvedimenti relativi alla pubblica amministrazione per salvaguardare entrambi i diritti, quello dei lavoratori che devono andare in pensione e quello dei cittadini che devono fruire dei servizi di tutte le PA. Per la pubblica amministrazione quindi verranno inserite norme ad hoc e, pertanto, continua ad essere presa seriamente in considerazione l’ipotesi di inserire il vincolo del preavviso per i lavoratori vicini alla quota 100. Come sarà la quota 100 per gli statali? Ad oggi appare plausibile che oltre alla finestra di tre mesi che dovrebbe essere inserita nel pacchetto normativo di quota 100, per i lavoratori statali ci dovrebbe essere l’obbligo di preavviso di ulteriori tre mesi. La pensione nella Pubblica Amministrazione, pertanto, potrebbe allontanarsi di ben 6 mesi rispetto alla data in cui un lavoratore centrerà quota 100. Il tutto per evitare un esodo verso le pensioni troppo repentino e per permettere agli uffici di sistemare la dotazione organica che rischia di collassare.