"Non ci sarà nessun nuovo documento che il governo italiano invierà all'Ue sulla manovra: ci si aspetta una manovra che spetta al Parlamento approvare", lo ha affermato il vicepremier della Lega Matteo Salvini commentando le intenzioni della Commissione Europea di avviare la preoccupante procedura d'infrazione contro l'Italia oltre a prendere seri provvedimenti sanzionatori.

Di Maio conferma: 'Le misure non slittano'

Dopo la lunga trattativa avviata nei giorni scorsi con Bruxelles, infatti, il governo Conte sembra aver trovato un compromesso: la manovra finanziaria subirà le opportune modifiche rivedendo i conti al fine di strappare il via libera dalla Commissione Europea.

Stando a quanto vociferato nei giorni scorsi, le misure in campo previdenziale avrebbero potuto subire uno slittamento fino al prossimo giugno, al fine di limitare i costi e rendere la manovra più appetibile a Bruxelles. Il vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, però, ha confermato che sia la Quota 100 sia il reddito di cittadinanza non subiranno alcuno slittamento e potrebbero partire già dalla prossima primavera.

Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, infatti, l'eseutivo gialloverde è in attesa delle relazioni tecniche sui due provvedimenti che con molta probabilità saranno emanati con due decreti a parte, mentre la Legge di Bilancio individua le risorse finanziarie. "Siamo ancora in una fase interlocutoria con l'Unione Europea. Io parlo di impegni politici e non tecnici", spiega il pentastellato Di Maio.

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Pensioni Matteo Salvini

Boeri non condivide il divieto di cumulo fino a 5 anni

Sulla manovra da sottoporre nuovamente alla Commissione Europea è intervenuto anche il segretario federale della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini, il quale avrebbe spiegato che il Governo sta tuttora lavorando sui conti da fare per tutti i provvedimenti contenuti nella Legge di Bilancio. Nello stesso tempo, però, è intervenuto il presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Tito Boeri che ha commentato negativamente il divieto di cumulo pensato dall'esecutivo per limitare la platea dei potenziali beneficiari e ridurre i costi: per l'economista, infatti, sarà difficile da attuare.

Tuttavia, il divieto di cumulo consiste nell'impossibilità di unire i redditi di da pensione con redditi da lavoro per un periodo fino a cinque anni; cosa che stando al parere dello stesso Boeri disincentiverebbe l'uscita anticipata dall'attività lavorativa.

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