Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 9 dicembre 2018 vedono arrivare nuove stime riguardanti una possibile riduzione delle risorse destinate alla quota 100 ed al reddito di cittadinanza. Il Governo cerca infatti la quadra sui conti con la Commissione UE, pur confermando l'avvio dei provvedimenti inseriti all'interno del contratto con gli italiani. Sulle stesse tematiche si registra poi anche l'importante incontro che si terrà domani 10 dicembre tra le principali sigle sindacali e l'esecutivo.

Pensioni anticipate e LdB 2019: la quota 100 sarà avviata con meno risorse

Con il primo via libera registrato presso la Camera dei Deputati, la discussione sulla legge di bilancio e sulle misure collegate slitta al Senato e sembra poter finalmente entrare nel vivo. D'altra parte, i tempi stringono sia per l'approvazione della Manovra che per l'invio di un segnale concreto ai Commissari dell'Unione europea rispetto alla possibile apertura di una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia.

È all'interno di questo quadro che la stampa economica specializzata evidenzia la discesa delle risorse destinate al fondo per le pensioni anticipate tramite la quota 100. Il budget passa quindi dai 6,7 miliardi di euro iniziale ad una più sobria stima di 4,5 miliardi di euro, mentre anche il finanziamento del reddito di cittadinanza dovrebbe calare di circa 1,5 miliardi. Resta invece confermata l'idea di avviare la gestione delle coperture per le due misure sulla base del principio dei vasi comunicanti, in modo tale da ottimizzare i flussi adeguandoli alle effettive richieste di sostegno che dovessero giungere dai potenziali sottoscrittori.

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Da segnalare che nel budget fissato per il settore previdenziale dovrebbero rientrare anche le altre misure di settore annunciate dalla maggioranza, come la proroga dell'opzione donna o dell'Ape sociale.

Il rischio infrazione sulla Manovra: l'Italia potrebbe avere 6 mesi

Se è vero che ai costi necessari per avviare il superamento della legge Fornero è strettamente legata la trattativa in corso con Bruxelles, è altrettanto vero che un eventuale avvio della procedura d'infrazione potrebbe comunque garantire altri 6 mesi per correggere la rotta e trovare la via della stabilità.

Resta comunque fondamentale capire quale sarà il reale margine di trattativa, posto che la Commissione UE vorrebbe una riduzione dei programmi di spesa stimata in circa 8 miliardi. Un taglio che però risulta eccessivo se si desidera portare avanti le pensioni anticipate tramite la quota 100 ed il reddito di cittadinanza. Il Governo italiano ha già spiegato di non voler rinunciare alle misure inserite nel contratto giallo-verde e ipotizza risparmi per circa 4-5 miliardi di euro per entrambi i provvedimenti.

È chiaro in questo senso che se anche non fosse trovato un accordo, sarebbe comunque possibile un aggiustamento nei mesi successivi con il fine di disinnescare gli effetti della procedura d'infrazione.

I sindacati in pressing sul Governo per previdenza e lavoro

Nel frattempo proseguono le richieste dei sindacati all'esecutivo per ripensare la Manovra in senso maggiormente inclusivo. Secondo Cgil, Cisl e Uil la nuova legge di bilancio rimane ancora "un libro bianco" e pertanto esiste la possibilità di intervenire per migliorarla.

A tal proposito, nella giornata di domani è previsto l'avvio di un tavolo di discussione tra parti sociali ed esecutivo, all'interno del quale le prime si attendono "un confronto vero e non rituale" sulle questioni d'interesse per i lavoratori e delle famiglie con l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze e la disoccupazione, oltre che di sostenere i redditi e di cambiare la legge Fornero.

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