Lo scontro sulla riforma della Scuola in merito alle assunzioni dei docenti è iniziato e si svolge su diversi livelli. In primo luogo, tra dirigenti scolastici e docenti, ma anche tra i sostenitori della "Buona scuola" e gli esponenti politici, in primis quelli del Movimento 5 Stelle, intenzionati a superare l'intero impianto del cambiamento adottato da Renzi qualche anno fa. Al centro della disputa il disegno di legge 763, già in discussione al Senato, mediante il quale la senatrice pentastellata Bianca Laura Granato, docente e prima firmataria dello stesso Ddl, ha annunciato di voler portare avanti l'intenzione di abolire uno dei cardini della riforma della Buona scuola, ovvero la chiamata diretta dei dirigenti scolastici.

E' andato oltre il settimanale l'Espresso che, addirittura, arriva a scrivere che la chiamata diretta sia stato un mezzo utilizzato in alcuni casi per esercitare abusi sui docenti da parte dei presidi.

Riforma scuola: M5S e Lega per il superamento Buona scuola e chiamata diretta docenti

E' in questi termini che il confronto al Senato si è svolto nei giorni scorsi sul disegno di legge che ha il preciso intento di cancellare la riforma della Buona scuola di Renzi.

Bianca Laura Granato, informa il settimanale, avrebbe parlato di abusi da parte dei dirigenti scolastici verso professoresse, scartate perché in stato di gravidanza. Un meccanismo, quello della chiamata diretta, che sarebbe peraltro sfuggito ai necessari controlli sulla corretta applicazione. A queste accuse risponde Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, il quale denuncia "attacchi all'intera categoria dei dirigenti scolastici, con accuse false e prive di fondamento".

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In realtà, nel video pubblicato sulla propria pagina Facebook da Bianca Laura Granato, i presidi hanno la piena solidarietà del Movimento 5 Stelle riguardo ad una scelta, quella di introdurre un istituto che carica di responsabilità i dirigenti, categoria oltremodo bistrattata quando si tratta di discutere di rinnovo del contratto della scuola. "La gravosità degli impegni dei dirigenti scolastici - spiega la Granato - impone che il M5S mantenga l'impegno preso verso gli elettori di cambiare l'intero impianto, aziendalistico e verticistico, della riforma scolastica di Renzi, in particolare sulla chiamata diretta e sugli ambiti territoriali".

In ogni modo, proprio la chiamata diretta non sarebbe stato quel meccanismo di distribuzione delle cattedre scolastiche che si era immaginato con la riforma del 2015: "Soltanto una percentuale tra il 20 ed il 30 per cento dei dirigenti scolastici avrebbe adottato realmente la chiamata diretta e la redistribuzione dei docenti per ambiti territoriali - ha concluso la senatrice Cinquestelle - Ma poi è arrivata la sospensiva, grazie anche agli accordi sindacali, e su questa strada si muoveranno i due partiti di maggioranza di Governo, il M5S e la Lega, che ha condiviso l'abolizione della Buona scuola al punto 22 del Contratto di Governo".

Graduatorie per le assunzioni dei docenti a scuola: titoli, anzianità servizio e motivi familiari

Conseguentemente, il programma di riforma della scuola dettato da Bianca Laura Granato prevede l'abolizione della chiamata diretta per alleggerire il carico di lavoro e di responsabilità dei presidi nelle assunzioni dei docenti nelle scuole, ma anche a favore degli stessi insegnanti, sottoposti ad un trattamento non proprio in linea con la Costituzione, in particolare rispetto ai principi di imparzialità e di buon andamento.

Cosa succederà, pertanto, se la chiamata diretta e gli ambiti territoriali dovessero essere superati? Secondo quanto prevede proprio il settimanale l'Espresso, si tornerebbe al passato, con la scelta dei docenti in base alle graduatorie e ai tre elementi dell'anzianità di servizio, dei titoli di studio e delle esigenze di famiglia.

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